L'asticella a Varese si alza
Dalla Prealpina a cura di Giuseppe Sciascia. Un motore potente per un pilota del quale la società ha piena fiducia. Ma dovrà dimostrare la sua abilità di conduttore con una cilindrata decisamente superiore rispetto a quelle avute a disposione nelle precedenti versioni della sua Openjobmetis. Ioannis Kastritis saprà lasciare la sua impronta anche alla guida di una squadra dalle ambizioni elevate, così come ha fatto per la missione salvezza del 2024/25 e la Varese 2.0 del 2025/26 che dopo l'errore da matita rossa Stefan Moody ha chiuso con un record vincente (10-9 totale) con i correttivi Iroegbu e Stewart? Per il club è una certezza Il tecnico greco rappresenta una garanzia assoluta per proprietà, dirigenza ed area tecnica, dove i suoi desideri sono alla base delle scelte di mercato condivise con Zach Sogloow e Maksim Horowitz. L'apprezzamento espresso più volte, in pubblico e in privato, da parte di Luis Scola certifica quanta stima nutre il club nei confronti del coach ex Aris Salonicco. Considerato il giusto interprete "all'europea" per indirizzare al meglio la mentalità americana che considera il giocatore come il perno dell'attività del club, e di conseguenza appronta un mix di situazioni– logistiche e umane prima di tutto – per metterlo nelle migliori condizioni per farlo rendere. Il contratto fino al 2028 rinnovato fino a Kastritis nel periodo peggiore dell'autunno 2025 –la settimana prima della vittoria scaccia-crisi con Cantù, quando il conto delle sconfitte in fila era arrivato a quota 6 – è un altro segnale che testimonia il valore del legame tra società e coach. Chiamato però a dimostrare sul campo di essere il timoniere giusto per accompagnare l'O- JM al cambio di passo a livello di ambizioni. Le idee fondative Con maggiori risorse a disposizione, la società ha accontentato la richiesta primaria di Kastritis sul perimetro: un play d'ordine e personalità come McDowell-White che sarà in grado di dirigere il gioco con auorità e sicurezza, evitando gli sbalzi "sinusoidali" dell'era Iroegu-Stewart-Moore del 2025/26. La permanenza di elementi d'esperienza e rendimento come Alviti e Renfro, che conoscono già il suo modello di gioco, è un'altra garanzia per"coach K".Che da buon allenatore di sistema, ha bisogno di giocatori adatti alle sue idee difensive: soprattutto nel reparto lunghi, dove in effetti Roby prima e il pivot da scegliere per completare il quintetto avranno spiccate doti atletiche per garantire aggressività sul perimetro e copertura dell'area colorata. E questa matrice riconoscibile renderà la Varese 2026/27 più simile a quella del 2024/25: ritmo sempre alto grazie alla pressione in retroguardia, ma in attacco o tiri nei primi 8 secondi (per i vantaggi generati dalla difesa) o negli ultimi 8. Il salto di qualità L'Openjobmetis di Kastritis giocherà lo stesso sistema difensivo delle due stagioni precedenti, e sembra avere gli uomini giusti per metterlo in pratica con maggior efficacia e continuità. Soprattutto cercando di guarire dall'atavico problema a rimbalzo che ha attanagliato la Varese 2025/26, troppe volte soverchiata sotto il suo tabellone quando i lunghi erano lontani dal ferro. Quest'anno con tre guardie sopra i 190 centimetri e la duttilità di Roby questo problema dovrebbe essere limitato. Ma il tecnico greco avrà il compito di assemblare poi un attacco dove almeno sulla carta i due giocatori di maggior talento – Hale e Della Valle – partiranno nello stesso ruolo di guardia (non escludendo che possano anche giocare insieme). E con un organico da 12 senior 12 – 6 italiani e 6 stranieri, due ancora da individuare –bisognerà definire in fretta gerarchie che ritaglino responsabilità e spazi adeguati alle aspettative di ciascun singolo all'interno del puzzle squadra. Kastritis ha dato all'OJM un'identita, una riconoscibilità e una credibilità che i suoi precedessori non avevano saputo garantire. Saprà costruire una Varese capace di coniugare mentalità operaia e talento per concretizzare sul campo i sogni generati dal mercato estivo?