Manovre per rilevare la Segafredo
Da La Repubblica di Bologna a cura di Walter Fuochi, il lavoro di strategia del patron Zanetti. Aspettando di aderire alla miglior offerta dei fondi internazionali che si sono proposti per rilevare la Segafredo, Massimo Zanetti porta avanti sotto riflettori meno potenti le manovre per dare un futuro alla Virtus, con o senza di lui. Non è accertato se la squadra di basket entrerà nella partita grossa, ovvero riassetto e imminente cessione del gruppo Massimo Zanetti Beverage che controlla il marchio del caffè, o se il patron ne abbia sfilato la Vu nera per trattarla da sola. Nella conferenza stampa d'un mese fa citò due gruppi interessati: uno americano-svizzero, uno americano-greco. Ora ne sta uscendo allo scoperto un terzo. Sceso mercoledì a Bologna da un volo partito dalla West Coast americana, l'imprenditore statunitense in missione per la Virtus ha incontrato ieri a pranzo in un ristorante del centro Massimo Zanetti, a sua volta rientrato apposta in città, figurando al tavolo dell'avvio dei colloqui altri commensali. Tanto di più non filtra su questo esordio dalle segrete stanze, se non che i discorsi sarebbero eventualmente continuati in serata, probabilmente nel buen ritiro di Varignana, per allungarsi, qualora servisse, anche a oggi. Qualcosa si muove all'orizzonte, se l'uomo d'affari americano (che gioca per sé e non per un fondo) ha fatto seguire questa visita ai precedenti contatti telefonici, su invito di Zanetti che desiderava vederlo di persona. Il dialogo è agli approcci, su ipotesi che vanno dalla cessione dell'intero club a una sua quota di maggioranza. La trattativa ha una minor esposizione e un traguardo più lontano rispetto alla partita grossa, che vedrà a settembre la svolta che prospetta a Zanetti un robusto rientro di liquidità, però procede, appunto all'ombra della fabbrica del caffè. Riportati in utile i conti della Segafredo dalla gestione biennale del fondo QuattroR, sei fondi di private equity hanno presentato offerte preliminari per acquisire la quota di controllo della società, valutata intorno agli 1,2 miliardi. In vendita c'è la partecipazione di QuattroR, pari a circa il 70% del capitale, con la possibilità di salire fino al 100% legata alla volontà espressa da Zanetti di cedere la sua parte. «Le offerte attese sono arrivate e mi riservo di vedere quali condizioni QuattroR giudicherà migliori. Se le troverò accettabili, venderò la mia quota». La Virtus è un'altra partita, confidando che nessuno valichi l'oceano solo per mangiare una tagliateli.