Verona ha il suo regista d'esperienza

26 luglio 2026 06:21

Andrew Andrews arriva alla Scaligera

Dal Corriere di Verona a cura di Matteo Sorio, l'ultimo arrivo in casa Scaligera. C'è l'americano esperto che piazza affari si attendeva dalla Scaligera. È Andrew Andrews, 33 anni, 1.88 per 90 kg, con cui i gialloblù chiudono lo spot iniziale del quintetto. Andrews si era congedato dal basket europeo la scorsa estate dopo quasi dieci anni di frequentazione: non un addio, a posteriori, bensì un arrivederci. Le statistiche della sua recente annata giungono da Australia e Cina: 31 partite con i Cairns Taipan viaggiando a 14,7 punti e 7,5 assist (8 vinte, 23 perse) poi 19 presenze con gli Zhejiang Bulls a 9,9 punti e 4,1 assist (record di squadra 14-5). Andrews ha calcato i parquet di Turchia, Israele, Grecia, Spagna e Lituania. Tra il 2019 e il 2025 ha sempre iscritto a bilancio la doppia cifra di media, al netto della parentesi al Panathinaikos del 2023, e quello del fatturato in attacco è un dato chiave perché, sulla carta, Andrews potrebbe essere l'uomo con più punti nelle mani tra gli esterni della nuova Verona, o comunque il vero riferimento da cui andare nei momenti-chiave insieme a CJ Massinburg. Parliamo di un'operazione che esce dal territorio delle "scommesse", battuto dalla Tezenis con gli innesti del portoricano RJ Meléndez e di Izaiah Brockington, che scopriranno il basket europeo proprio qui e potrebbero scontare tempi d'adattamento. Una casistica in cui, in parte, non sorprenderebbe rientrasse anche Jermaine Samuels Jr, l'ala forte reduce dal battesimo continentale in Spagna, sponda Burgos. Dei cinque americani fin qui firmati dalla Scaligera l'unico navigato al basket italiano è CJ Massinburg, ex Brescia. Ma Andrews, sebbene non abbia ancora conosciuto la Serie A, conta un curriculum ampio, che spazia dal Maccabi Haifa al Bursaspor, da Badalona a Vilnius. Proprio a Vilnius, nell'ultima esperienza in Europa in ordine di tempo, Andrews aveva chiuso con 13 punti e 3,4 assist a uscita. Sarà lui a smezzare la regia con Federico Zampini, il play che Verona si porta al piano di sopra dopo le pagine da leader e motore di squadra scritte in A2: quel Zampini ch'è stato decisivo ai playoff per la promozione e che, adesso, dovrà sapersi calare in una nuova cornice, ritrovando il palcoscenico con cui si era confrontato già a Cremona. Alla Scaligera di Alessandro Ramagli manca solo il pivot Usa, per completare il pacchetto degli stranieri. Nelle sue ricerche, il diesse Alessandro Bolognesi ha valutato varie opzioni. Si era partiti da Kruize Pinkins, uscito da Treviso. Poi sul tavolo sono finiti anche Nate Mensah, la scorsa stagione al Cluj ballando tra i 5,5 punti e 6 rimbalzi in campionato ed Eurocup, e l'ex Milano Freddie Gillespie: entrambi a cercare club impegnati nelle coppe, dunque target ben poco accessibili Verona. Tra le possibili piste anche Tariq Owens e John Egbunu, entrambi con un pregresso in A ma pure qui, come per Pinkins, la Tezenis non ha mostrato reale interesse ad affondare il colpo. Si tratta di una scelta delicata, la casella del "5", per una firma che potrebbe arrivare entro una decina di giorni. Il tempo passa e i prezzi si fanno più abbordabili. Ciò che conta, per Verona, è trovare un pivot dall'impatto granitico. 

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