Varese, arriva David Duke

17 agosto 2026 09:40

Tanto rincorso, ora in città

Dalla Prealpina a cura di Giuseppe Sciascia. È la settimana di David Duke per una Openjobmetis che attende il suo straniero "ritardatario" (con la giustificazione della nascita della primogenita la scorsa settimana) per lavorare al gran completo. Infortuni permettendo, vedi il recupero già previsto di Amedeo Della Valle e l'impon derabile della falange del pollice fratturata di Isaiah Roby; ma il 26enne esterno nativo del Rhode Island può essere davvero un giocatore importante nell'economia della nuova Varese per il suo elevato livello di duttilità.
ARRIVO IN CORSA– So lo oggi si stabilirà la data di partenza ed arrivo del giocatore statunitense, che aveva concordato il ritardo al momento della firma attendendo la nascita della primogenita data alla luce domenica scorsa dalla moglie Kayla. L'esterno visto in NBA con Boston e San Antonio arriverà mercoledì sera o giovedì mattina a seconda degli ultimi incastri sui voli aerei dagli Stati Uniti. Ma poi sarà completamente a disposizione di Ioannis Kastritis per inserirsi nei meccanismi OJM nella sua prima stagione completa del basket "overseas"dopo aver messo da parte le velleità NBA inseguite per 5 estati. Il suo arrivo è passato un po'in sordina dopo l'ultimo colpo Ismael Kamagate, ma la sensazione è che Duke possa essere un'addizio ne importante per la causa biancorossa.
DA PUNTO DEBOLE A PUNTO FORTE– Il giocatore del 1999, attivo nel sociale con una fondazione personalizzata che aiuta gli studenti-atleti del Rhode Island, ha qualità tecniche e fisiche per ricoprire tutti e tre i ruoli perimetrali. All'università di Providence giocava spesso con la palla in mano segnando tanto in isolamento ma anche nei giochi a due del pick&roll. Insomma un giocatore che sa fare tante cose, ma nessuna sufficientemente bene a livello NBA dove la sua relativa affidabilità nel tiro da fuori gli ha impedito di costruirsi una nicchia da specialista. Proprio quello che era il suo punto debole fra i professionisti americani può invece diventare il suo punto di forte in Europa, dove la capacità di rendersi utile per costruire e finalizzare il gioco, e mettere a frutto il suo mix di taglia (196 centimetri per 93 chili) ed atletismo anche a rimbalzo, può garantirgli un ruolo da "tuttofare" trovando minuti in tutti e tre i ruoli permetrali.
CORTEGGIAMENTO LUNGO - Duke era un giocatore seguito dalla coppia Sogolow-Horowitz già da un paio d'anni, in particolare la scorsa estate quando era free agent dopo il secondo contratto two-way consecutivo con San Antonio. Ma 12 mesi fa Varese, senza coppe e con un appeal economico ben diverso, non risultò attrattiva per un giocatore che preferì attendere una proposta NBA (giunta a metà settembre da Phoenix) prima di trasferirsi a fine ottobre in Australia dopo il taglio da parte dei Suns. Chiusa la porta della vera NBA in patria, Duke potrà rientrare dalla finestra della NBA in salsa europea con la maglia di Varese? E'l'obiettivo e l'auspicio di entrambi.

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