Un playmaker moderno
Si è spento a 89 anni Gianfranco Pieri, figura leggendaria e autentico pioniere del basket italiano. Soprannominato “Il Professore”, Pieri è stato il primo vero playmaker moderno del nostro movimento, capace di rivoluzionare il modo di interpretare il ruolo. In un’epoca in cui il play era considerato poco più che un semplice organizzatore, lui seppe trasformarsi in regista creativo, capace di servire i compagni, ma anche di prendersi responsabilità in attacco – anche se, va detto, in quella Olimpia Milano le occasioni erano rare.
Con la maglia dell’Olimpia Milano, Pieri conquistò ben nove scudetti e, nel 1966, la storica Coppa dei Campioni: il primo trionfo europeo di una squadra italiana. La sua versatilità e il fisico imponente gli permettevano di incidere anche in difesa, qualità che ne fecero un giocatore unico per quei tempi. E pensare che agli inizi, nella sua Trieste, Pieri giocava da pivot: fu Cesare Rubini, intuendo il suo talento e la sua intelligenza cestistica, a portarlo a Milano e a trasformarlo nel cervello della squadra.
A soli 17 anni, Pieri aveva già fatto parlare di sé segnando 34 punti proprio contro il Borletti-Olimpia, un exploit che lo proiettò definitivamente nel mirino del club milanese. Il suo arrivo all’Olimpia segnò anche l’inizio di un profondo legame tra Trieste e la società meneghina: tra i grandi trait d’union di questa connessione, Pieri raccolse il testimone da Rubini e lo passò a Giulio Iellini, suo erede designato, e poi a Renzo Vecchiato. Un filo rosso che ha segnato la storia del basket italiano.
In Nazionale, Pieri collezionò 61 presenze, prendendo parte all’Europeo di Istanbul nel 1959 e a due edizioni dei Giochi Olimpici: Roma 1960, dove l’Italia sfiorò il podio chiudendo al quarto posto, e Tokyo 1964, terminata al quinto. Nel 2007, il suo nome è stato inserito nell’Italia Basket Hall of Fame. Il riconoscimento più alto per il primo “Professore”: “con quegli inconfondibili occhiali e il suo estro, aveva già cominciato a disegnare il playmaker del futuro.”