Peppe Poeta: «Una volta Milano era il top per un giocatore...»

05 ottobre 2026 09:54

Come cambia la pallacanestro

Peppe Poeta, Pippo Ricci e Stefano Tonut sono stati protagonisti per l’Olimpia Milano al Festival dello Sport di Trento, dove hanno ripercorso la straordinaria annata del Triplete e discusso le prospettive per la nuova stagione, con un focus particolare sull’EuroLeague.

L’incontro si è aperto con una riflessione sul cammino che ha portato Milano a conquistare Scudetto, Coppa Italia e Supercoppa, ma l’attenzione si è presto spostata sulle sfide future e sul panorama europeo che attende la squadra.

Come riporta L’Adige, Poeta ha delineato con lucidità il nuovo scenario continentale: «Una volta Milano era il top per un giocatore, ora non più. Ci sono almeno sette squadre che hanno budget così elevati per puntare alle final four di Eurolega, noi vogliamo essere gli underdog, sottovalutati ma pronti a stupire».

Rivivendo le emozioni della passata stagione, Poeta ha sottolineato il privilegio di lavorare al fianco di Ettore Messina: «Condividere il Triplete con Ettore Messina, un maestro, una leggenda, mi rende orgoglioso. Per me vincere la Coppa Italia, il mio titolo da capo allenatore, è stato un sospiro di sollievo che mi ha dato serenità per tre o quattro giorni. Da allenatore senti sollievo più che gioia pura».

Guardando all’EuroLeague, Poeta ha ribadito: «La storia dice che si possono realizzare grandi imprese e che si può sempre tentare di andare oltre i propri limiti, ma noi siamo coscienti, nel panorama attuale, di doverlo fare da underdog». Ha poi aggiunto: «Quanto alla formula giusta per affrontare una stagione come questa credo che non l’abbia ancora trovata nessuno e si proceda per tentativi. Puoi costruire un roster di venti giocatori ma poi è complicato costruire una chimica, perché per averla servono partite, possessi giocati insieme. Oppure puoi costruire un roster più corto e avere un’identità chiara ma poi ci sono gli infortuni e forse non puoi assorbirli».

Il ricordo di Giorgio Armani, scomparso durante la stagione, ha emozionato Pippo Ricci: «È stata anche la stagione della scomparsa di Giorgio Armani. Ho un ricordo personale che custodirò per sempre. Stavamo facendo delle foto con lui. Lui al centro e i giocatori ai suoi fianchi. Quando sono arrivato io mi ha detto di spostarmi io al centro, seduto, e lui accanto mi ha messo un braccio attorno alle spalle, abbracciandomi e prendendo in giro la fotografa che ci stava facendo perdere troppo tempo. È una foto che conserverò per sempre».

Sempre secondo L’Adige, Ricci si è soffermato anche sulle prospettive di NBA Europe: «Se ci saranno investimenti sarà stimolante per tutti», e ha poi analizzato la situazione del campionato italiano: «Quest’anno non sarà più una sfida solo tra noi e Bologna. A Milano c’è tanta pressione. Raggiungere il triplete è stato fantastico ma non così facile. Quest’anno possiamo fare solo peggio, ma speriamo di essere all’altezza».

Stefano Tonut, dal canto suo, ha voluto ricordare la presenza costante di Armani: «Io ricordo che il Signor Armani c’era sempre, ad ogni partita. Non solo a quelle importanti. Poteva avere non so quali e quanti impegni ma trovava sempre il modo di venire. E aveva un’aura incredibile attorno».

Infine, Tonut ha offerto una riflessione sull’attuale livello della Serie A: «Il campionato? È salito di livello, ci sono squadre nuove con budget importanti ed è sempre più complicato».

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