Alberto Tonut bacchetta la "sua" Cantù

21 ottobre 2026 15:48

Presente al Palatrieste domenica

Alberto Tonut, che ha vestito la maglia della Pallacanestro Cantù dal 1991 al 1994, era presente domenica al PalaTrieste per assistere alla sfida tra i padroni di casa e l’Acqua S.Bernardo, terminata con un netto 92-72 in favore dei giuliani.

Per Tonut, triestino di nascita ma legato in modo speciale anche alla società brianzola, la partita ha assunto un significato particolare. L’ex giocatore ha raccontato a La Provincia di Como di essere rimasto colpito, almeno nei primi momenti, dalla formazione guidata da Frank Vitucci, soprattutto per la qualità del roster:

«Appena arrivato, fin dal riscaldamento, ho pensato che Cantù avesse un'ottima squadra. Olisevicius, Graziulis e Christon sono ottimi giocatori, di provata esperienza e qualità. Se poi aggiungiamo in particolare Moretti e Flagg, Cantù mi sembra un collettivo molto più che dignitoso: è una squadra che ha un senso e che può lottare», dice Tonut a La Provincia di Como.

Tuttavia, l’impressione positiva si è affievolita con il passare dei minuti, mentre Cantù perdeva progressivamente terreno fino al pesante divario finale. «Cantù si è spenta nel corso della partita, in particolare nell'ultimo quarto e questo mi è dispiaciuto. Il potenziale c'è tutto per fare bene, ci sono giocatori che possono e devono emergere. Si può perdere a Trieste, ma non con uno scarto così ampio, perché poi può incidere nella corsa salvezza. Questa è la cosa che mi è piaciuta meno della squadra di Vitucci».

Tonut ha voluto riconoscere anche i meriti della formazione triestina: «Se Trieste ha potenzialità da "100", domenica ha messo in campo almeno "90": ho visto tutto ciò che deve fare una squadra con poco talento, messa in piedi all'ultimo in fretta e furia e che lotta per mantenere la categoria. Gli unici due giocatori di qualità sono Ross e Galloway. Poi hanno pescato un vero jolly: Jones è un giocatore completo, che sa fare di tutto, bravo nel tiro da vicino e da lontano e a rimbalzo. Un ragazzo davvero sorprendente».

Allargando l’orizzonte all’intera corsa salvezza, Tonut ha sottolineato come questa sfida, pur essendo soltanto alla quarta giornata di campionato, abbia già avuto un peso specifico importante.

«Era la quarta giornata, ma la sfida ha avuto già un'importanza clamorosa. Sono triestino e, ovviamente, vorrei rivedere la serie A anche l'anno prossimo nella mia città. Così come vorrei rivedere Cantù. Per la corsa salvezza le squadre sono note: Cantù, Trieste, Scafati, Udine e Verona, ma siamo solo agli inizi e il campionato è ancora apertissimo».

Nonostante la sconfitta, Tonut è convinto che Cantù abbia tutte le carte in regola per risollevarsi: «Spero davvero che Cantù si rialzi, ha tutto per farlo e non è giusto dare giudizi definitivi dopo così poche partite. Ovviamente ora deve cominciare a fare qualche punto, sperando magari che anche le dirette concorrenti perdano colpi».

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