Grandi meriti elargiti a Matteo Contento
Alla vigilia dell’elezione del nuovo presidente di Treviso Basket, prevista per domani sera, Riccardo Pittis – ex fuoriclasse e attuale consigliere d’amministrazione del club – si sofferma sul futuro della società e sull’importante lascito di Matteo Contento, presidente uscente.
Con una lunga esperienza nel basket alle spalle, Pittis non esclude la possibilità di assumere la guida della società, ma sceglie di adottare un profilo basso e di non avanzare candidature, come sottolineato nell’intervista rilasciata al Gazzettino di Treviso.
«Farò un grande in bocca al lupo a chiunque sarà eletto, compreso il sottoscritto: io parto alla pari di tutti gli altri per un posto così importante e prestigioso. Perché chi vincerà dovrà essere consapevole di ereditare un incarico nel quale avrà più onori che doveri».
Prima che avvenga il cambio al vertice, domani mattina Matteo Contento terrà il suo discorso di commiato da presidente. Secondo Pittis, il lavoro svolto da Contento merita un plauso particolare, soprattutto alla luce delle difficoltà affrontate durante il suo mandato, ritenute persino superiori a quelle vissute sotto la presidenza di Paolo Vazzoler. L’ex giocatore auspica inoltre che le critiche ricevute in passato da Contento possano essere finalmente sostituite da un riconoscimento pubblico.
«Matteo ha svolto un lavoro che definire straordinario è ancora poco, dovendo gestire una situazione ancora più complessa di quella lasciata da Paolo Vazzoler. Vorrei tanto che quelle passate contestazioni della tifoseria nei suoi confronti si trasformassero in un grandissimo applauso per ciò che ha fatto per questo club. Mi rendo conto che da fuori sia difficile comprenderlo, spesso si notano gli aspetti più visibili, come i risultati e l'andamento della squadra però, credetemi, ciò che non si vede è la parte sommersa dell'iceberg, cioè quella più grande ed importante».
Rivolgendo lo sguardo al futuro, Pittis sottolinea quanto sia essenziale che Treviso Basket continui a mantenere saldi i propri valori, quegli stessi che hanno permesso alla società di raggiungere gli attuali successi. Per il dirigente, la crescita della Nutribullet dovrà fondarsi sulla costanza nel lavoro quotidiano e sulla capacità di affrontare le nuove sfide con lo stesso spirito che ha caratterizzato il percorso fino a oggi.
«Tenere i piedi sempre più cementati per terra non dimenticando mai cosa ci ha permesso di arrivare lassù: umiltà, impegno e voglia di lavorare assieme. Se riusciremo a conservare queste qualità, la Nutribullet prenderà ancora più consapevolezza dei propri mezzi. Ma, lo ripeto, guai a commettere l'errore di pensare di essere forti».