Una visione romanocentrica del Presidente
Il presidente della Federazione Italiana Pallacanestro, Gianni Petrucci, è intervenuto ai microfoni di Radio Radio per affrontare alcuni dei principali temi che animano il dibattito sul basket italiano: il peso delle grandi città, il destino delle piazze storiche e l’orizzonte rappresentato da NBA Europe.
La questione è diventata ancora più attuale dopo i recenti trasferimenti dei titoli sportivi, che hanno dato vita a due nuove realtà cestistiche nella Capitale. Petrucci ha voluto chiarire la sua posizione: «Io non ho nessun potere per "confermare" la provincia e "incanalare" verso le grandi piazze. Io dico le mie sensazioni. La provincia è e resterà sempre la piazza storica, le grandi piazze che hanno dato tanto al basket. Ma per essere grandi, il basket deve andare nelle grandi piazze», sottolineando come lo sviluppo del movimento passi anche dalla presenza nei grandi centri urbani: «Ripeto sempre l'esempio: perché il calcio è popolare? Tocca tutti i grandi centri. Riguadagnare una piazza come Roma deve portare entusiasmo».
Tornando sulle polemiche riguardanti i trasferimenti dei titoli sportivi di Brescia e Cremona — operazioni che hanno permesso il ritorno di due squadre romane in Serie A — Petrucci ha puntualizzato che, allo stato attuale, la Federazione non dispone degli strumenti per bloccare queste dinamiche:
«So benissimo che tanti dicono che Petrucci lo deve fermare: basta che le società di Serie A mi facciano la proposta: "Non possiamo autorizzare gli imprenditori che si vogliono trasferire in un'altra città". Quando scopriranno questo arcano, sarò d'accordo. Oggi la regola non c'è».
A seguito dell’intervento del giornalista Walter Fuochi, che ha ricordato come Vanoli Cremona e Pallacanestro Brescia non abbiano subito imposizioni nella cessione dei titoli, il presidente FIP ha aggiunto:
«Se un imprenditore dice che non ha più soldi o non vuole più investire, e c'è un altro che vuole investire e prendere il titolo... Le regole lo permettono. Mi dovrebbero suggerire qual è il sistema per bloccare un imprenditore che vuole investire in un'altra città. Me lo dovrebbero dire».
L’attenzione si è poi spostata sul progetto NBA Europe, che potrebbe includere Roma tra le protagoniste, grazie ai progetti ambiziosi di BC Roma e Maxima Roma, già orientati a una dimensione internazionale.
Petrucci ha espresso soddisfazione per la rinnovata centralità della Capitale nel panorama cestistico: «Sono contento quindi che sbarchi NBA Europe a Roma. Con due squadre che hanno investito tanto. Il pubblico sta rispondendo, ma sono novità: non può esserci tutto esaurito tutte le partite. Fortunatamente non ci sono insulti. Vedo tutti questi aspetti positivi».
Non sono mancate, infine, riflessioni sulle prospettive di NBA Europe anche a Milano, dove il progetto di Gerry Cardinale e RedBird per una nuova franchigia e una moderna arena da 20.000 posti a San Donato Milanese si sta sviluppando parallelamente all’Olimpia Milano.
«Io non posso entrare in questo ambito. Ci sono imprenditori che hanno fatto delle scelte. Scelte che non sono nemmeno ufficiali. Per adesso sono voci. Posso parlare sulla realtà, non su queste voci», ha precisato Petrucci, invitando a distinguere tra indiscrezioni e fatti concreti.
Quanto alle tempistiche dell’arrivo della nuova competizione, il presidente federale ha concluso: «Si diceva che la NBA non sarebbe mai arrivata, e invece ci sono tante squadre che stanno investendo tanto. Non so se partirà nel 2027, come insistono. Poi se parte nel 2028 non cambia tanto. Hanno investito miliardi. Penso alle squadre di Roma, hanno fatto investimenti importanti. Oggi questa è la realtà, noi dobbiamo studiarla e stare attenti a tutto quello che accadrà».