Grido d'allarme del coach della Tezenis Verona
La serata della Tezenis Scaligera Verona si è aperta con la celebrazione di Mike Tobey, premiato come MVP della Serie A per il mese di ottobre, ma si è conclusa con la seconda sconfitta consecutiva in campionato. Nonostante una prestazione dominante del proprio big-man, autore di 27 punti, 15 rimbalzi e 38 di valutazione, la squadra di coach Alessandro Ramagli ha dovuto arrendersi all’Openjobmetis Varese per 88-99.
Il match è rimasto in equilibrio fino agli ultimi cinque minuti, con Verona capace di accorciare fino all’82-83, prima che la formazione ospite piazzasse il break decisivo. Il bilancio della Tezenis ora recita tre vittorie e tre sconfitte.
«Gli ultimi sette minuti di partita sono la fotografia perfetta di una squadra che ha avuto la bravura di eseguire con grande qualità e trovare sempre le giocate giuste. Piano piano la pressione che hanno esercitato sulle nostre guardie si è fatta sentire in termini di fatica e lucidità, e noi un po' di lucidità l'abbiamo persa», esordisce Ramagli in sala stampa.
Il tecnico gialloblù ha poi aggiunto: «Secondo me abbiamo fatto una buona partita, ma Varese ha dimostrato di essere più forte di noi e noi non abbiamo mai lasciato nulla di intentato. Quei sette minuti sono la fotografia di ciò che in questo momento ci separa da una squadra con abitudini consolidate e una qualità di esecuzione molto alta: noi questo livello dobbiamo ancora raggiungerlo», ribadisce.
Le difficoltà nelle rotazioni, soprattutto tra gli esterni, sono state uno degli elementi chiave della serata, come ha sottolineato lo stesso Ramagli: «Siamo nuovi arrivati in questo campionato e dobbiamo imparare a confrontarci con questo tipo di fisicità e di pressione difensiva. Loro, sapendo che il nostro numero di palleggiatori era ridotto rispetto a quello che avrebbe dovuto essere, hanno esercitato questa pressione fin dall'inizio e alla fine ha pagato in moneta sonante».
Nonostante la sconfitta, l’allenatore ha voluto riconoscere l’impegno profuso dai suoi giocatori. «Se però guardo ai rimbalzi, alle deflection, alla capacità di buttarsi sui palloni vaganti e di combattere a rimbalzo d'attacco con le risorse e le energie rimaste, la squadra non ha lesinato nulla», ha spiegato. «Quando una squadra dà il massimo non si può recriminare, soprattutto contro un avversario che ha dimostrato di essere più bravo, in particolare nella parte finale, dove le sue esecuzioni offensive sono state letali. Non siamo mai riusciti a fermarli nella ricerca dei loro obiettivi, quindi la vittoria è cristallina e meritata».
Le assenze di Massinburg e Brockington continuano a pesare sulle rotazioni di Verona, costretta a gestire la fase più delicata della stagione con risorse limitate soprattutto nella gestione del pallone.
«Una squadra che combatte, però, è una squadra che si rialza velocemente. Abbiamo perso due partite di fila, combattendole entrambe in una condizione molto complicata, e mi auguro che la salute ci assista e che ci possa essere qualche rientro, perché abbiamo estremo bisogno di aggiungere risorse a una squadra che dà tutto quello che ha».
«Come era successo a Trieste, e soprattutto stasera, a un certo punto quello che abbiamo non basta. La partita di stasera è stata migliore di quella di Trieste per interpretazione e impatto, ma contro una squadra cinica nella lettura delle situazioni e fisica nel rompere tutti i nostri canali di gioco non è stato sufficiente».