Gli alti e bassi fanno parte del processo
La recente sconfitta subita contro Napoli rappresenta una fotografia fedele dell’avvio di stagione per l’Aquila Basket Trento, diventando al tempo stesso uno spunto per riflettere sull’intero progetto della società. Intervenuto ai microfoni di Radio Sportiva, il direttore sportivo Rudy Gaddo ha offerto una panoramica completa sul momento che sta attraversando la Dolomiti Energia.
Partendo proprio dalla gara contro la formazione allenata da Repesa, Gaddo ha evidenziato come «il terzo quarto di Napoli è stato lo specchio di quella che è stata la nostra stagione: la partenza è stata buona, poi però gli avversari ci ha travolto con un’ondata di fisicità e talento». Napoli, squadra di vertice sia in campionato che in EuroCup, ha dimostrato tutto il proprio valore, ma la prestazione di Trento ha messo ancora una volta in luce quella discontinuità che ha caratterizzato l’annata sin qui.
Secondo Gaddo, le oscillazioni nel rendimento sono in parte il frutto delle scelte fatte in sede di costruzione della squadra. «Siamo abituati a lavorare con giovani stranieri emergenti e giovanissimi italiani che devono ancora conoscere la pallacanestro professionistica». Una filosofia che comporta inevitabilmente qualche passaggio a vuoto, alternato però a exploit di grande livello. La rotta, però, resta chiara: «I nostri principi e obiettivi sono salvezza, sviluppo e sfida: tre S che sintetizzano dove vogliamo andare in un panorama come quello della Serie A che oggi presenta un livello sempre più alto».
La crescita del club, tuttavia, non può limitarsi alle parole: deve tradursi in scelte concrete e quotidiane. Come sottolinea Gaddo, «non prendiamo i giovani per farli giocare soltanto negli ultimi minuti», e aggiunge: “Abbiamo scelto Alessandro Rossi tenendo conto del suo percorso nelle nazionali giovanili, costellato di successi e caratterizzato dalla capacità di lavorare con ragazzi nelle fasce d’età precoce”. A Trento, il ruolo dei giovani viene interpretato con una prospettiva diversa: «Un giocatore come Alessandro Bertini viene ingaggiato come veterano, non come un ragazzo alla prima esperienza in campionato». Accanto a lui, trovano spazio in pianta stabile Niang e Hassan, mentre Medina Bouza e Cattapan completano il gruppo. A questi si aggiungono i ragazzi dell’Academy, coinvolti gradualmente per acquisire esperienza e proseguire nel loro percorso di crescita, con l’obiettivo, per alcuni, di approdare in futuro anche al basket universitario americano.
Il tema dei risultati, infine, resta centrale per una squadra che ogni settimana scende in campo per competere. Tuttavia, Gaddo invita a non soffermarsi esclusivamente sulla classifica. «I due punti non possono essere un obiettivo in sé, perché, considerando le risorse a disposizione, non avremmo diritto di pensare di competere a un certo livello. Certo, nessuno nel mondo dello sport va in campo per perdere, ma la nostra visione è più orientata al lungo periodo. Il nostro vantaggio competitivo vuole essere credere nei giovani, fare qualcosa che nel mondo di oggi si fa sempre di meno. Così la partita della domenica non è soltanto una caccia ai due punti, ma il riflesso di lavoro costruito nel tempo.”