Chus Bueno ci prova...
Dalla Prealpina a cura di Giuseppe Sciascia."Considero mia responsabilità provare a evitare la frammentazione del basket europeo". Il Ceo di Eurolega, Chus Bueno, prova a riaprire il dialogo tra la sua organizzazione e il ticket NBA-FI- BA che sta mettendo le basi per la nascita di NBA Europe. Il dirigente spagnolo, per anni collaboratore di NBA in Europa, ha fatto il punto della situazione riaprendo a parole a una possibile intesa fra la competizione già esistente e quella nascitura. "L'approccio giusto sarebbe una collaborazione tra Eurolega e NBA Europe: abbiamo i brand più forti, le città più importanti e le fanbases più ampie, sarebbe stato giusto aggiungere alle nostre realtà storiche (c'è anche l'Olimpia Milano, ndr) e le 5-6 città di cui si parla", dice Bueno. Ma tra il dire e il fare ci sono di mezzo posizioni che al momento paiono inconciliabili: il passo di Eurolega verso la trasformazione in franchigie delle 13 azioniste, vendendo gli altri posti per una espansione a 24 o 28 squadre (la Virtus Bologna è candidata, si sono proposte anche Spqr Roma e Napoli) va verso la creazione di una lega quasi completamente chiusa, salvo interscambio con l'Eurocup. Mentre NBA ha raccolto le offerte per le 12 franchigie fondatrici e manterrà 4 posti intercambiabili ogni anno per le prime due della BCL e le due vincenti di un torneo di qualificazione trans-nazionale. Per cambiare il quadro attuale che prevede una concorrenza fra le due compezioni dal settembre 2027, entrambi gli organismi dovranno fare un passo indietro. Ne è consapevole Bueno, che fotografa così la situazione: "Loro hanno il loro modello e noi il nostro; per armonizzarli, entrambe le parti dovranno cambiare qualcosa. L'obiettivo è trovare una soluzione che ci renda vincenti entrambi. Realisticamente, non siamo a quel punto". In realtà le distanze fra le parti paiono oggettivamente insanabili e per le prospettive di Varese è una buona notizia: l'eventuale accordo NBA Europe-Eurolega aprirebbe le porte solo a città al momento senza grande basket (Roma, Londra, Berlino, Manchester?). A oggi però le distanze paiono ampie, molto probabilmente insanabili, con il rischio concreto di un remake della spaccatura dei primi anni 2000 quando nacque Eurolega e la FIBA rispose con la sua Suproleague (durata un solo anno). "Se NBA sbarcherà in Europa, con enormi capitali e una capacità gestionale comprovata, la considero una opportunità", conclude Bueno. "Giusto almeno provare ad evitare la frammentazione del mercato. Altrimenti ci saranno due leghe e saremo costretti a competere, ma non dobbiamo averne paura".