L'ex virtussino senza troppi fronzoli
Renato Villalta interviene con decisione sul progetto NBA Europe, manifestando profonde riserve nei confronti del modello cestistico statunitense.
L’ex bandiera della Virtus Bologna e della Nazionale italiana, intervistato dal Corriere del Veneto, ha espresso un giudizio netto sul tentativo americano di sbarcare nel Vecchio Continente, evidenziando le distanze tra lo stile di gioco dell’EuroLeague e quello della NBA. Alla domanda sulla possibile nuova lega europea targata NBA, Villalta ha dichiarato:
«Penso che dovremmo essere noi ad andare in America e portarvi il basket dell'Eurolega... In Nba non difendono, salvo alle finali dei playoff, in Eurolega c'è più organizzazione e gioca chi merita. Se guardo il basket americano, è giusto per vedere come gioca Fontecchio con Miami o cosa fanno Jokic, Wembanyama e Doncic, anche se quest'ultimo inizia a non piacermi più per il continuo protestare».
- Renato Villalta
Queste parole arrivano proprio mentre il vice commissioner NBA, Mark Tatum, torna a rilanciare con forza la volontà della lega americana di introdurre NBA Europe, anche in assenza di un’intesa con l’EuroLeague.
Come riportato nelle ultime ore, dopo il “no” dei club riuniti a Cernobbio all’ultima proposta NBA, Tatum ha spiegato: «Non voglio rivelare il contenuto delle conversazioni private con l'EuroLeague. Come abbiamo già detto, continuiamo a sperare di raggiungere un accordo, ma siamo pronti ad andare avanti indipendentemente da questo».
Il dirigente NBA ha inoltre ribadito le tempistiche dell’iniziativa: «Non ci fermiamo. Stiamo andando avanti e procedendo il più velocemente possibile. Come abbiamo appena detto, il nostro piano è iniziare a lanciare questo progetto, NBA Europe, nell'ottobre 2027, quindi tra un anno. Abbiamo molto lavoro da fare, ma ci stiamo muovendo rapidamente e non stiamo rallentando affatto».
Uno degli aspetti più delicati del confronto riguarda la tenuta economica dei club. L’EuroLeague, infatti, ha recentemente annunciato un piano strategico decennale che prevede la distribuzione complessiva di 3,4 miliardi di euro alle società partecipanti, mentre la NBA sostiene di poter garantire un modello ancora più profittevole.
Tatum, a tal proposito, ha precisato: «Il piano decennale dell'EuroLeague non influisce sul nostro progetto. Posso dirvi che il nostro modello offrirà ai club un percorso molto più rapido verso la redditività». E ha aggiunto: «Ho visto l'ammontare degli investimenti che l'EuroLeague intende effettuare o distribuire ai propri club. Posso dirvi che le nostre proiezioni indicano che triplicheremo quelle cifre, con miliardi e miliardi di dollari di distribuzioni nell'arco di dieci anni che torneranno ai club e li renderanno finanziariamente stabili».
Dal punto di vista sportivo, la nuova NBA Europe dovrebbe articolarsi in una competizione principale, una seconda divisione e percorsi di qualificazione meritocratica, aperti anche alle squadre provenienti dai campionati nazionali. Tatum, inoltre, ha criticato la frammentazione attuale del basket europeo tra EuroLeague, EuroCup, Basketball Champions League e tornei domestici, sottolineando la necessità di un sistema più integrato e coerente.