Donald Trump contro Lebron James

23 ottobre 2026 07:14

Definito una "disgrazia totale"

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rivolto pesanti accuse a LeBron James, sostenendo che la star NBA abbia mancato di rispetto alla nazione durante l’esecuzione dell’inno nazionale prima dell’esordio stagionale dei Philadelphia 76ers, andato in scena martedì a New York.

A scatenare la polemica è stato un video che ha rapidamente fatto il giro dei social network: nelle immagini, LeBron James si dedica ad alcuni esercizi di riscaldamento invece di restare fermo, come la maggior parte dei suoi compagni. Mentre risuonano le note di "The Star-Spangled Banner", la superstar sembra mimare un colpo di golf e un tiro a canestro, un atteggiamento che non è passato inosservato e che ha spinto Trump a intervenire pubblicamente giovedì, condividendo il filmato sui propri canali social.

"Ho detto fin dall’inizio che non vale niente, una DISGRAZIA TOTALE", ha affermato Trump riferendosi al giocatore. "LeBron James dovrebbe scusarsi con tutti quei grandi guerrieri e eroi americani che sono morti per la bandiera americana e per tutto ciò per cui il nostro Paese rappresenta!"

Non è la prima volta che Trump e James si trovano su fronti opposti: negli anni, tra i due non sono mancati scontri e dichiarazioni al vetriolo, spesso legati alle prese di posizione sociali e politiche del campione NBA. Fino al pomeriggio di giovedì, il quarantunenne James aveva scelto di non commentare pubblicamente l’episodio, né aveva pubblicato messaggi in risposta alle critiche del presidente. Nel frattempo, il fuoriclasse – alla sua ventiquattresima stagione NBA, un record assoluto – si preparava al debutto casalingo con i Sixers, previsto per la serata contro i Cleveland Cavaliers.

Già nel 2017, quando indossava la maglia di Cleveland, LeBron aveva lanciato un messaggio forte durante una partita NBA, scendendo in campo con una scarpa nera e una bianca, entrambe con la scritta “equality” in lettere dorate. Al termine di quella gara, James aveva commentato su Trump: “Questa è una bellissima nazione e non lasceremo mai che una persona decida quanto siamo belli e potenti.”

Nel corso degli anni, la stella NBA non ha mai nascosto la propria avversione verso Trump, arrivando a definirlo "un barbone" su Twitter e criticandone pubblicamente atteggiamenti e linguaggio. "Non capisce quanti bambini, indipendentemente dalla razza, guardano al presidente degli Stati Uniti per ricevere guida, leadership e parole di incoraggiamento. Non lo capisce, e questo è ciò che mi fa sentire più disgustato di qualsiasi altra cosa."

Il dibattito sul ruolo sociale degli atleti è tornato d’attualità anche nel 2018, quando la conduttrice di Fox News, Laura Ingraham, attaccò LeBron invitandolo a “Stai zitto e dribbla” (“Shut up and dribble”), criticando il suo attivismo fuori dal parquet. La replica di James fu immediata: "Di certo non ci faremo zittire e dribblare", ha affermato James. "Di certo non lo farò. Significo troppo per la società. Significo troppo per i giovani. Significo troppo per così tanti bambini che si sentono come se non avessero una via d’uscita e hanno bisogno di qualcuno che li aiuti a uscire dalla situazione in cui si trovano."

In quell’occasione, LeBron richiamò l’esempio di leggende dello sport come Muhammad Ali, Jim Brown, Bill Russell e Jackie Robinson, che avevano saputo sfruttare la propria fama per battersi in favore dell’uguaglianza e del cambiamento sociale, senza temere le conseguenze.

"Abbiamo tutti noi la consapevolezza che è più grande di noi", aveva sottolineato la stella NBA, ribadendo la volontà di continuare a esporsi su temi che considera fondamentali anche al di fuori del campo.

Il 2020 ha rappresentato un anno cruciale per LeBron James, non solo per i successi sportivi – tra cui il titolo NBA conquistato con i Los Angeles Lakers – ma anche per il suo impegno fuori dal campo, in particolare nella sensibilizzazione degli elettori e nella promozione della partecipazione al voto, in un periodo segnato dalle proteste del movimento Black Lives Matter. Per il suo contributo, oltre che per i risultati sportivi, l’Associated Press lo ha insignito del titolo di Sportivo Maschile dell’Anno nel 2020.

"So ancora cosa faccio sul campo e ovviamente do tutto alla partita", ha dichiarato James. "Ma posso avere un impatto maggiore al di fuori del campo in questo momento, più di quanto possa avere sul campo. E voglio continuare a ispirare le persone con il modo in cui gioco a basket. Ma ci sono così tante altre cose che posso fare al di fuori del campo per aiutare le persone a crescere, ispirarle, unire le persone e dare loro il potere."

Le prese di posizione di LeBron hanno suscitato anche le critiche di altri protagonisti dello sport internazionale. Nel 2021, Zlatan Ibrahimovic – allora attaccante del Milan ed ex stella dei Los Angeles Galaxy – contestò apertamente il coinvolgimento politico degli atleti, definendo “un errore” la scelta di James e invitando gli sportivi a concentrarsi esclusivamente sulla propria professione: “fare semplicemente ciò che sai fare meglio, perché non sembra una bella impressione”.

Anche in quella circostanza, la risposta di LeBron non si fece attendere: "Non smetterei mai di parlare di cose che non vanno bene", dichiarò, confermando la sua intenzione di sfruttare la popolarità per affrontare questioni sociali e politiche.

Una scelta che da sempre accompagna la carriera di James e che, anche alla luce dell’ultima polemica innescata da Donald Trump, continua a tenere acceso il dibattito tra una delle icone più influenti della storia NBA e il presidente degli Stati Uniti.

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