La nuova vita di Luigi Suigo negli States

30 ottobre 2026 07:27

La sfida con Villanova

I paragoni con Victor Wembanyama sono inevitabili per un giocatore con una stazza così fuori dal comune e una tecnica già solida anche lontano dal ferro. Nonostante Suigo abbia già dichiarato di voler puntare alle prime dieci scelte del prossimo Draft NBA, resta con i piedi ben saldi a terra:

«Non lo conosco di persona [Wembanyama], non l'ho mai visto giocare di persona, però sicuramente è un giocatore da cui cerco di prendere spunto. Un altro giocatore che mi piace molto guardare, che purtroppo anche lui non ho mai visto di persona, è Porzingis, più che altro perché ritengo di avere qualche caratteristica che ricorda il loro tipo di gioco. Assolutamente, al momento non posso essere paragonato né a Wembanyama né a Porzingis, ma spero di poter lavorare sodo e permettermi di essere considerato uno di quei tipi di giocatori».

Un obiettivo importante per un ragazzo che, nella scorsa stagione, ha già saputo distinguersi alla sua prima esperienza tra i professionisti: con il Mega Basket, nella ABA League, ha fatto registrare 7,9 punti e 5,1 rimbalzi di media in 18,3 minuti a partita.

Il ritorno in Italia offre anche l’opportunità di ritrovare volti noti come Luca Banchi, commissario tecnico della Nazionale, con cui Suigo ha già collaborato nelle qualificazioni ai Mondiali 2027. «Sì, l'ho salutato poco fa, sono contento di rivederlo e dopo l'allenamento, quando avremo un po' più tempo, ci scambieremo quattro chiacchiere. Contento di rivedere lui e Datome».

Esordiente con l’Italbasket maggiore nel novembre 2025, Suigo ha ribadito quanto sia fondamentale per lui continuare a rappresentare i colori azzurri: «Assolutamente. Io, diciamo che se potessi sempre rappresentare la mia Nazionale lo farei sempre. Ovviamente per alcuni altri impegni, anche appunto oltremare, non riesco sempre, più che altro perché proprio non mi lascerebbero andare, però spero comunque in futuro di poter essere all'altezza di rappresentare la nostra nazione».

Anche Kevin Willard ha voluto soffermarsi sulle prime settimane di Suigo negli Stati Uniti, evidenziando sia i progressi sia le difficoltà legate al salto dal basket europeo a quello universitario americano.

«Sta arrivando a quel livello. Ogni giorno migliora, guarda i filmati. C'è una grande differenza e richiede un grande adattamento passare da dove giocava l'anno scorso a ora, per la velocità del gioco americano. Ma devo dire che sta iniziando a capire i concetti difensivi e i concetti offensivi. Per essere un freshman di 19 anni, sta facendo un lavoro fantastico».

Secondo Willard, il principale margine di crescita del giovane centro riguarda la piena consapevolezza del proprio potenziale fisico, un aspetto decisivo per imporsi anche oltreoceano:

«Penso che il suo margine di miglioramento stia semplicemente nel comprendere la fisicità con cui deve giocare. Ha ottime mani, sa tirare, è un giocatore di basket molto intelligente, ma deve solo rendersi conto che è pur sempre alto 2 metri e 21 per 127 chili, e capire come usare il suo corpo al meglio delle sue possibilità».

La sfida contro Notre Dame sarà dunque il primo vero banco di prova per il talento cresciuto nel vivaio dell’Olimpia Milano, che nell’estate 2025 aveva scelto di lasciare la società biancorossa per proseguire la propria crescita all’estero.

Il percorso verso il prossimo Draft NBA passa ora da Villanova, con la suggestiva possibilità di iniziare questa nuova avventura proprio davanti ai tifosi italiani.

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