Piero Bucchi: «C'è rammarico ma la squadra ha combattuto»

09 aprile 2026 06:51

Le parole del coach di Brindisi

Il PalaMangano ha ospitato una sfida avvincente, come da pronostico, nel big match della 35ª giornata di Serie A2. Scafati e Brindisi hanno regalato spettacolo, dando vita a una partita dai due volti: nei primi 15 minuti i padroni di casa hanno imposto il proprio ritmo, volando sul 37-16, ma Brindisi è riuscita a ricucire lo strappo, raggiungendo la parità sul 77-77 a due minuti dal termine. Nel finale ad alta tensione, la freddezza della Givova ai liberi – con un impeccabile 8/8 – ha fatto la differenza, consegnando ai campani la sesta vittoria consecutiva e consolidando il secondo posto in classifica, alle spalle della capolista Pesaro.

In conferenza stampa, coach Piero Bucchi ha analizzato così la prestazione dei suoi: «Partita che avevamo raddizzato con tenacia e voglia di rientrare. Siamo arrivati pari, abbiamo sbagliato il tiro da sotto per andare avanti. La squadra ha combattuto, una partita gagliarda. Peccato per il finale, con tre possessi in cui abbiamo fatto tre palle perse che ci hanno condannato. Ma devo guardare il bicchiere mezzo pieno: la squadra è uscita combattendo, è riuscita a tornare in gara. La squadra ha combattuto, messo dentro tanta energia. Complimenti a Scafati, ora testa subito a Bologna».

Nonostante la rimonta sfiorata, resta l’amarezza per l’occasione mancata.

«C'è rammarico, la squadra aveva una bella faccia. Abbiamo avuto cinque minuti in cui abbiamo fatto due o tre caz*ate a fila. Loro erano in gas da morire, molto pronti. Ma piano piano abbiamo minato le loro certezze, siamo riusciti a rientrare con molta voglia di stare in partita. L'obiettivo era crederci, e ci abbiamo creduto malgrado lo scarto. Questo è un aspetto positivo. Dobbiamo essere più furbi alla fine. Le tre palle perse bruciano, sono quelle che hanno fatto la differenza. Ma non so in quanto avrebbero resistito, è un segnale buono per il futuro».

Coach Bucchi si sofferma anche sugli errori maturati nei momenti chiave, senza puntare il dito contro i singoli.

«Effettivamente è vero. Guardo la squadra nell'insieme, non voglio parlare di nessuno. Chiaro che quando vai avanti nella partita gli errori nel finale contano di più. Ma voglio pensare che la squadra abbia avuto la giusta reazione. Ora una partita alla volta, cerchiamo di fare il massimo nelle prossime tre partite, a partire da quella contro Bologna».

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