30 minuti perfetti, poi il crollo
Dalla Gazzetta dello Sport a cura di Giuseppe Nigro, la vittoriosa ma sofferta Milano. L'Olimpia non riesce a godersela. Anche nella serata, per 30 minuti luccicante a dir poco, che riapre i giochi per i play-in, il sapore che resta in bocca è quello dell'indegno quarto periodo in cui dal + 27 Milano mette a repentaglio la partita, salvando la differenza canestri (-2 all'andata) solo con un libero a due secondi dalla fine. Poi agli annali passa comunque il successo. Davanti il Monaco (ieri -18, 7° ko in 8 gare) è solo a una vittoria di distanza, di fianco e dietro Dubai e Maccabi (prossima avversaria per l'ultima al Paialido) hanno ora ben altri problemi, con la ricollocazione in campo neutro per i venti di guerra: i play-in sono li a due punti. Poeta e infortuni «Sicuramente i migliori tre quarti della stagione - tira il fiato coach Peppe Poeta -. Poi abbiamo commesso l'errore di alzare le mani dal volante troppo presto, e contro il loro quintetto grandissimo sono riemersi i nostri problemi contro squadre che cambiano così tanto in difesa. Sono le situazioni in cui serve il giocatore che fa succedere qualcosa, noi con un play rookie, e visto come è andata con Brown, sappiamo di avere una lacuna in regia in termini di vissuto, ma stiamo sopperendo bene. Vincere comunque può dare fiducia nel lavorare su certe cose e credo che vada sottolineato che lo abbiamo fatto contro una squadra da Final Four». Ritrovati Booker, che aveva saltato solo la trasferta in Israele, e Sestina, in panchina dopo quasi quattro mesi, Milano nel frattempo ne ha persi altri due, Dunston e Flaccadori: per entrambi frattura alla mano (sinistra), fuori 6-8 settimane, rischiano di non esserci al primo turno di playoff scudetto. Con soli quattro italiani, Diop dopo l'infortunio di Torino potrebbe non farcela per lunedì con Cantù. té I migliori tre perìodi della stagione, ma poi ci siamo rilassati troppo presto Giuseppe Poeta Coach di Milano Su e giù L'abisso si è materializzato dal 30' con 1' 11-0 Barqa per cominciare un quarto periodo in cui Milano ha perso 8 palloni e ha segnato un solo canestro dal campo (su 11 tiri), aggrappandosi ai 7 liberi segnati (ma 5 sbagliati). Ma il Barcellona, squadra da Final Four senza dubbio, per 30' era stato più quello che tocca il 5° ko in 6 gare. Coi rimbalzi d'attacco ha sopperito per un po' al 2/13 da tre al riposo e ai tanti errori dell'ex Punter (quanti ricordi la Final Four 2021 finita sul ferro) e Clybum, poi è affondato: 46-32 al 19', allungato prima da Bolmaro e LeDay sul 62-43 milanese al 25 ', infine gonfiato dalla prodezza di Brooks alla fine di un terzo quarto fantasmagorico da 7/7 da due e 4/4 da tre Olimpia. Da sogno. A cui è seguito un incubo, brutto brutto. Ma poi suona sempre la sveglia. In questo caso la sirena.