Matteo Boniciolli: «Bisogna avere il coraggio di far giocare i giovani»

20 marzo 2026 07:00

Il parere di un decano degli allenatori

Dal Messaggero Veneto a cura di Giuseppe Pisano. Dalla sua Stella Ebk Roma, Matteo Boniciolli coltiva talento e studia il movimento. In passato ha allenato tra le altre Udine, vincendo una Coppa Italia Lnp, e Scafati, prossima avversaria della Gesteco Cividale. Coach, partiamo dalla sua Stella Ebk: come procede questa nuova avventura? «Molto bene. La nostra U19 è prima nel suo girone con 15 vittorie e 4 sconfitte, la prima squadra invece ha subito una piccola flessione, anche perché 6/12 del roster affrontano il doppio impegno, ma siamo comunque tra le prime quattro dando ai ragazzi un ruolo da protagonisti». Come incide il mondo Ncaa sul vostro lavoro? «È una opportunità. Io sostengo da tempo che in Italia manchi un campionato intermedio tra attività giovanile e prò. L'esperienza di Francesco Ferrari, che uscito da College Basketball ha trovato prima Pillastrini e poi Ivanovic, due maestri, non è quella comune: siamo poco propensi a lanciare i giovani. Ma due arrivi recenti nel movimento possano fare la differenza». A chi si riferisce? «Parlo di Maurizio Gherardini e Luca Banchi, uomini di prospettiva. Il primo in ambito manageriale ha vissuto la programmazione ad altissimi livelli, il secondo è ogni giorno in una palestra diversa: studia i giovani, non ha paura di farli giocare. Senza nulla togliere a Gianmarco Pozzecco». A proposito di giovani, la generazione 2005-2006-2007 promette bene. Credo possano diventare la spina dorsale della Nazionale, ma ad una condizione: i ragazzi devono giocare nei campionati di provenienza. Il settore giovanile italiano, stando agli ultimi ranking, è il 3° d'Europa, ma i nostri giovani sono costretti ad andare all'estero per essere protagonisti, basti guardare a Suigo e Garavaglia». Passiamo alle friulane. Cividale ha aggiunto Campogrande, che lei conosce bene. «Cividale è un modello per il movimento, grazie al lavoro della coppia Micalich-Pillastrini, e si conferma ambiziosa nonostante la perdita importante di Ferrari. Campogrande ha esordito con me alla Fortitudo, è un giocatore con ottimo tiro e caratteristiche atletiche che arriva da un'esperienza complicata». Lei ha allenato Scafati: che trasferta aspetta i friulani? «È una squadra costruita attorno a dei veterani di alto livello e allenata da un drago come Frank Vitucci, in casa ha un rendimento molto importante nonostante io mi aspettassi che, negli anni, il pubblico rispondesse con maggiore entusiasmo agli sforzi del presidente Longobardi». Chiudiamo con uno sguardo all'Apu. Udine poteva sognare i play-off, credo sia un miracolo per una neopromossa specie dopo l'inizio complicato. «Si è tolta soddisfazioni importanti, naviga verso una salvezza tranquilla e ha lottato ad armi pari con tutti. Un premio alla caparbietà del presidente Pedone, che continua a lavorare per tenere la squadra ad alto livello, e all'eccellente lavoro di Adriano Vertemati». Come vede il ritorno di Anthony Hickey? L'architetto Mies van der Rohe sosteneva che "less is more" (meno è più). Hickey è un giocatore straordinario, ma non sempre aggiungere un giocatore di alto livello porta vantaggio. Sarà compito importante dello staff inserirlo e amministrarlo con intelligenza».

Altre Pagine

20 marzo 2026

Sfida al fortissimo Fenerbahce

 
20 marzo 2026

Senza mezza squadra, non si poteva di più

 
SUPERBASKET SRL
Piazzale Loreto, 9
Milano
20131
Tel: 3499775163
Email: giampierohruby2025@gmail.com
P.iva: 07569570968
Cf: 07569570968