Quasi un sogno, poi la cruda realtà per Milano

21 marzo 2026 07:21

Bel primo tempo, ma non basta

Dalla Gazzetta dello Sport a cura di Giuseppe Nigro, il recap della sfortunata trasferta turca di Milano. Un tempo vissuto materializzando sul campo il sogno dell'impresa, una partita intera senza retrogusti amari anche quando è andata nella direzione dei più forti: Milano torna da Istanbul con le tasche vuote, ma a differenza di altre volte non si è sciolta quando il Fenerbahce campione in carica e capolista (senza gli infortunati e concupiti ex Melli e Hall) si è ripreso di forza la partita. Perdere di 4 in casa dei migliori, e l'analogo -4 al 37' forse ancor più eloquente, è una prestazione da cui ripartire, se non fosse il momento di vincere a qualunque costo, e non delle belle sconfìtte: davanti e dietro hanno vinto proprio tutti, complicando oggettivamente l'obiettivo play-in. Forse è stato anche il pungolo per approcciare col giusto coraggio una trasferta da cui non ci si aspettava obiettivamente di muovere la classifica. Altro pungolo la scelta di partire con l'ex Guduric in regia con Boimaro, ed Ellis in panca: il serbo è uscito alla distanza, l'argentino no (1/7), ma il vero buco nero è stato Shields (1/6), mentre Quinn è tornato a incidere di fianco a un Brooks che non segnava tanto in Eurolega da due mesi e mezzo, seppur prendendosi 18 tiri. Aggressività Scappata 19-34 al 14' coi 15 punti in 6' della guardia, e la partita davvero in pugno, l'Olimpia ha pagato 11/15 da tre nei quarti centrali: prima ha eroso il vantaggio e poi l'ha resa vulnerabile quando nella ripresa gli equilibri in regia hanno presentato il conto con troppe palle perse. Il risveglio (11 in 3') di Horton Tucker è stato l'anima dell'11-0 della rimonta Fener (42-41 al 24') in un terzo quarto da 28 punti dei turchi, che ne avevano fatti 29 al riposo. Sotto anche 63-54 al 32' sotto i colpi di De Colo, invece di squagliarsi Milano ha avuto la forza di rientrare a due possessi, cedendo solo negli ultimi due minuti: «Abbiamo giocato bene, non abbastanza per vincere sul campo della capolista e campione uscente - l'analisi di Peppe Poeta -. Siamo venuti a giocare con coraggio, muovendo la palla contro la loro fisicità. Nella ripresa ci sono saltati addosso e non siamo riusciti a pareggiare la loro aggressività». Ora il doppio turno, a Monaco e in casa con la Virtus, poi si va a Parigi prima di Pasqua: il destino dell'Olimpia è ancora in gran parte nelle sue mani. 

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