Sconfitta a Parigi e fine ai sogni di gloria
Dalla Gazzetta dello Sport a cura di Andrea Buongiovanni, la sconfitta di Parigi sentenzia la fine dei sogni. Soltanto l'aritmetica tiene ancora vive le speranze di un futuro europeo di Milano. Perché la logica, a tre partite dal termine della stagione regolare di Eurolega, dice invece che la fiammella si è ormai spenta. L'Olimpia, alla quinta sconfìtta nelle ultime sette partite - campionato compreso - perde a Parigi, in un ambiente piuttosto cloroformizzato, contro una squadra che nulla ha più da chiedere alla rassegna. E non basta la reazione d'orgoglio del terzo parziale per salvare il bilancio di una serata e di un periodo da dimenticare. I biancorossi martedì 7 saranno a Valencia, giovedì 9 ospiteranno il Bayem Monaco e giovedì 14 chiuderanno sul campo dell'Olympiakos. Nemmeno i più ottimisti, calendario e classifica alla mano, possono ancora immaginare un accesso ai playin. E dire che i lombardi, dopo due quarti da incubo, erano riesciti a riaprire clamorosamente la sfida, passando da -27 a -1. Ma, appunto, non è bastato. I transal- Poeta prova a ribaltare il match con Brooks, ma i francesi dominano: Ci manca continuità» Adesso play-in lontanissimi pini, che martedì erano passati al Paladozza contro la Virtus Bologna, stendono un'altra italiana dopo 48 ore. Altalena Parigi, nei primi venti minuti, scava un solco che progressivamente diventa una voragine. Grazie soprattutto alle proprie, irreali percentuali al tiro. Il +23 punti all'intervallo lungo (vantaggio massimo +27,61-34 al 17'15") è figlio del 77,8 da due (14/18) e del 50 da 3 (9/18). Julius Thomas che, come Peppe Poeta, da vice (dell'emiliano Francesco Tabellini) è (da poco) diventato capo allenatore, ha titolari solo virtuali e ruota continuamente i suoi uomini. Svetta, su tutti, un infallibile Nadir Hifi che, in uscita dalla panchina, confermando tutto il suo talento a tratti un po' folle, nel contesto firma 19 punti con 2/2 da 2,3/3 da 3 e 6/7 ai liberi. La difesa di Milano, in tutto questo, ha colpe gravi. Ma il 23enne di cittadinanza algerina e in generale tutti gli attaccanti francesi segnerebbero anche bendati. Poeta a quel punto, per forza di cose, prova a cambiare le carte in tavola. Brooks comincia il secondo tempo in quintetto. E la squadra - non solo per questo di colpo cambia faccia e atteggiamento. Brooks prende a trovare il canestro con regolarità. Nebo si sveglia. LeDay si fa sentire. Ricci incide. La squadra, azione dopo azione, sale di colpi e di ritmo e ribalta il copione del match. Rientra sino al -11 a fine terzo quarto e sfiora f impossibile recupero al 3'32" del quarto (88-87). Sembra fatta. Tutto ora pare girare a favore di Milano. E invece Parigi, sul più bello, ricambia marcia. Riallunga, ancora in progressione. E gli ospiti, stavolta, non ne hanno più. La partita è definitivamente segnata. E i 20 punti finali di Brooks servono a poco o a niente. Parla Poeta «Abbiamo disputato un primo tempo orrendo - ammette Poeta -: non siamo stati capaci di pareggiare la loro energia e fisicità. Nel secondo abbiamo giocato bene. Non abbiamo cambiato nulla. II piano gara è rimasto lo stesso, ma Patteggiamento è stato diverso e questo mi fa arrabbiare ancor di più, perché non c'è stato bisogno di alcun accorgimento tattico per riaprire la partita. Siamo tornati a -1. A quel punto abbiamo sbagliato qualche buon tiro e non abbiamo avuto lucidità in certi possessi. Il problema è sempre quello: la continuità nell'arco dei 40'. Me ne assumo la responsabilità. A questo livello non puoi permettertelo».