La Virtus attende Valencia, come Parigi ma più forte

03 aprile 2026 08:15

Difficile entrare con la testa giusta

Da La Repubblica a cura di Walter Fuochi. Valencia gioca come Parigi, con uomini più forti di Parigi: difatti è quarta in classifica. La Virtus ha davanti una lunga serata in salita, ma da qualche parte dovrà pur ricominciare, tornando in Fiera alle 20.30, per la seconda gara guidata da Nenad Jakovljevic, che ha perso male la prima. Di nuovo, quella su cui non cedere sarà domenica con Venezia, prima contro terza in campionato. Invertire però la tendenza franosa sarebbe gradito pure nell'ormai inutile Eurolega, scesi frattanto al posto 17, il quartultimo della fila, incassando batoste, più che sconfitte. Cinque di fila, a ritroso, 8 nelle ultime 9, aperte dallo scivolone con l'Asvel, stendendo il solo Barcellona. "Ci aspetta una partita molto difficile - così il mattinale del tecnico -, da affrontare con molta più determinazione e grinta, rispettando noi stessi e gli obiettivi di squadra". Tradotto: la sbobba che vi abbiamo servito martedì è irripetibile. "Siamo consapevoli di quel che c'è da fare". Meglio così. La doverosa reazione rientra nelle ovvietà di vigilia, così come occorre, detto da fuori, che Edwards tomi a far gol, dopo aver recitato una parte fin troppo ingigantita da antagonista di Ivanovic, nel romanzacelo dell'esonero di Dusko. L'ultima Virtus ha perso tanto giocando male, chiunque la pilotasse. Poi, Pomaccio quello era, mai andato ad allenare col cabaret delle paste pure quando vinceva. I rumori fuori scena confondono, ma sono a Basket City un tappeto sonoro ricorrente. Conviene abituarsi, in vista pure d'un domani senza certezze, se lo stesso Massimo Zanetti ha traguardato in tempi non sospetti al corrente 2026 la scadenza della sua decennale parabola bianconera, in ogni caso prorompente per impatto e risultati. Tornando in campo, stasera la Virtus ci mette la faccia, Valencia la fame di punti. Insegue i primi quattro posti, ossia i playoff con fattore campo. Ci proverà coi suoi assetti da corsa, sollevando rispetto per il livello raggiunto e curiosità per interpreti qui sfiorati in passato o da incrociare in futuro. E' incerto se disporrà del suo diamante Monterò, che a suo tempo Scariolo caldeggiò alla Virtus come investimento sul futuro, percorso poi felicemente coperto in arancione. Oggi lo tortura una mano malconcia. Sarà invece ai comandi Darius Thompson, azzurro di passaporto e probabile prossimo play di Milano in quota tricolore, laddove arretra Pajola, che tanto piace a Poeta, ma preferisce stare in attesa di un indirizzo nuovo. E allora dire che piace tanto anche a Madrid è come metter l'acqua sul fuoco. "

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