Bella prestazione per i transalpini
Nonostante le difficoltà e le incertezze che hanno accompagnato la costruzione della squadra, assemblata all’ultimo momento, l’ASVEL ha inaugurato la nuova stagione di Eurolega con un successo che, alla luce delle premesse, ha un valore doppio.
Toni Parker aveva sognato di realizzare un progetto senza precedenti nel basket europeo per un club non appartenente all’élite finanziaria: un budget superiore ai 50 milioni di euro, investitori mediorientali pronti a rivoluzionare l’ASVEL insieme all’ex fuoriclasse NBA. Tuttavia, il castello è crollato all’improvviso. Gli investitori si sono tirati indietro senza fornire spiegazioni, il budget si è drasticamente ridotto, Parker ha accettato di tagliare il proprio stipendio – portato a un quarto del previsto – e diversi elementi chiave sono stati costretti a salutare. In molti, così, hanno dato per spacciata l’ASVEL, convinti che con questa rosa non avrebbe avuto alcuna chance di competere.
A credere nel progetto è rimasto soprattutto Patty Mills, amico ed ex compagno di Parker, che ha dato un contributo fondamentale per costruire almeno una squadra competitiva, in grado di evitare il fondo della classifica. E la risposta non si è fatta attendere: l’ASVEL ha superato il Maccabi Tel Aviv, considerato da diversi osservatori come una possibile rivelazione della stagione, la classica “dark horse". Il successo, peraltro, è arrivato con sorprendente autorevolezza: 84‑74, un risultato che manda un messaggio forte in una serata che sembrava destinata a raccontare un’altra storia.
Dopo un primo quarto in equilibrio, l’ASVEL ha cambiato ritmo nella seconda frazione: attacco efficace, difesa solida e un vantaggio in doppia cifra che ha indirizzato la partita in modo chiaro. La sensazione dominante è che Jae Crowder, ex specialista 3&D tra i migliori della NBA, sia una presenza dominante per gli standard dell’Eurolega. La sua esperienza e il suo livello tecnico hanno fatto la differenza: Crowder ha comandato la scena e il Maccabi non ha mai trovato contromisure adeguate. In nessun momento.
Se si escludono alcune fiammate degli israeliani, capaci di ridurre lo svantaggio e minacciare il pareggio, non si è mai assistito a una vera battaglia punto a punto. La superiorità dell’ASVEL è apparsa netta, fatto che ha sorpreso molti addetti ai lavori. Toni Parker ha saputo assemblare un gruppo competitivo, capace di partire con una vittoria convincente. E, per quanto visto in questa prima uscita, l’ASVEL non sarà un’avversaria facile né una vittoria scontata per nessuno. Pensare poi a cosa avrebbe potuto essere la squadra con tutti i giocatori inizialmente previsti lascia spazio a ulteriori rimpianti.
La chiave del successo è arrivata dal tiro da tre punti: 16 triple realizzate su 34 tentativi, per un eccellente 47,1%. Una prestazione che ha letteralmente travolto il Maccabi dall’arco, confermando quello che potrebbe diventare il marchio di fabbrica della nuova ASVEL. Se Waters non avesse mancato tutti e cinque i suoi tentativi, o se Sestina fosse riuscito a segnarne almeno una, il divario avrebbe potuto essere ancora più ampio.
Jae Crowder ha chiuso con 19 punti (4/5 da tre), 4 rimbalzi, 4 assist e 25 di valutazione; Patty Mills ha contribuito con 15 punti (3/6 da tre) e 3 assist; Fodjo Dada ha aggiunto 14 punti e 5 assist, mentre Lighty, con la sua esperienza, ha portato 10 punti.
Sul fronte Maccabi, si sono messi in evidenza Jaylen Hoard (15 punti), Yam Madar (13 punti, 8 assist) e Roman Sorkin (11 punti).