L'evoluzione europea e la Virtus Bologna
La posizione della Virtus Bologna nel panorama europeo resta in bilico, legata all’esito del confronto in corso tra EuroLeague e NBA Europe.
Il recente summit di Cernobbio non ha portato a un’intesa tra le due parti e, come sottolineato nelle analisi di Pianeta Basket, lo stop al progetto di espansione dell’EuroLeague rappresenta un passaggio cruciale per il futuro delle Vu Nere.
Attualmente, la Virtus dispone di una licenza a termine e puntava proprio sull’allargamento della competizione per consolidare la propria presenza in EuroLeague con una partecipazione stabile e duratura. Già lo scorso agosto, il club bolognese era stato inserito tra i principali candidati per le nuove franchigie; tuttavia, dopo l’incontro di Cernobbio, la Virtus – così come Napoli, Maxima Roma e BC Roma – si vede costretta a rimanere in attesa degli sviluppi della trattativa con la NBA.
Walter Fuochi, su Repubblica, sintetizza così il momento: «Sul parquet di Cernobbio è finita con un pareggio, e toccherà aspettare il match di ritorno fra Nba ed Eurolega per avere una vincitrice, cogliere il disegno generale e capire se e come Bologna potrà starci dentro.
In brutale sintesi, se ne resterà una sola e sarà la Nba, controllando la ditta concorrente: Virtus fuori. Se resisterà un'Eurolega a 24 squadre, Virtus in fila per entrare come nuova franchigia, 8 concessioni per 13 aspiranti: non facile, non impossibile».
Il club bolognese si trova dunque davanti a un bivio decisivo. Qualora l’EuroLeague riuscisse a proseguire con il proprio piano di crescita indipendente, la Virtus dovrebbe concentrare tutte le energie nella corsa a una franchigia permanente: un traguardo indispensabile per pianificare con stabilità e non dipendere ogni anno da risultati sportivi o da licenze provvisorie.
Se invece la NBA dovesse assumere il controllo o integrare l’attuale EuroLeague, mantenendo inizialmente solo i 13 soci ECA, il rischio per Bologna sarebbe quello di restare esclusa dal nuovo scenario. In tal caso, si aprirebbe la necessità di negoziare con un nuovo interlocutore e sondarne le reali intenzioni.
Esiste anche una terza ipotesi: la coesistenza di NBA Europe ed EuroLeague come tornei separati. In questo contesto, come osserva ancora Fuochi, gli equilibri potrebbero cambiare nuovamente:
«Se entrambi i circhi tireranno su il tendone, per la Vu non c'è vita sotto quello Nba e potrà essercene in quello Eurolega, con un'ulteriore variabile. Si libereranno altri posti se le big oggi inclini a trattare con gli americani (Real, Pana, Fener, eccetera) li ascolteranno negli impronosticabili colloqui faccia a faccia, mirati a sbrancare i club, romperne il patto d'unità e accoglierli a braccia aperte una volta saltato il fosso. In ogni caso andranno ridisegnate le mappe, fossero due i tornei in onda, paralleli e concorrenti».
Per la Virtus, dunque, le prossime settimane saranno determinanti tanto quanto le sfide sul campo. La società ha costruito le proprie strategie sulla volontà di mantenersi stabilmente ai vertici del basket continentale e, come ribadito di recente da Massimo Zanetti, il club non può immaginare il proprio futuro senza EuroLeague e intende essere protagonista ai tavoli delle trattative.
Al momento, resta un’unica certezza: la Virtus non ha pieno controllo sul proprio destino. Prima di delineare il proprio cammino, occorrerà attendere che si definisca la partita tra EuroLeague e NBA Europe, solo allora sarà chiaro quale opportunità resterà davvero aperta per le Vu Nere.