Straripante Real Madrid.
Dalla Gazzetta dello Sport a cura di Giuseppe Nigro, il recap della sonora sconfitta meneghina. Per l'Olimpia è una di quelle settimane in cui non c'è niente di meglio del doppio impegno di coppa, e di una nuova partita dopo 48 ore, per mettersi alle spalle la peggiore sconfìtta stagionale, travolta sotto 29 punti di scarto sul campo del Real Madrid. Spegni e riaccendi, resettare tutto per voltare subito pagina domani all'Allianz Cloud con lo Zalgiris, primo dei cinque scontri diretti (di cui quattro in casa) da qui alla Coppa Italia, da cui passano le ambizioni di playoff. Che in verità, col rimpianto particolare dello scivolone di giovedì scorso in casa con la Stella Rossa, e con i play-in adesso lontani già 4 punti, si sono ben complicate nell' ultimo mese da cinque sconfitte nelle ultime sette partite di Eurolega, serie iniziata proprio dopo aver battuto all'andata la squadra di Scariolo. Nelle tabelle di marcia di inizio stagione non era a casa Real che ci si aspettava tassativamente il colpo in trasferta, che pure l'Olimpia aveva saputo fare due settimane fa ad Atene tenendo il Panathinaikos a 74 punti. Ieri i blancos ne avevano 75 già dopo 28 minuti, per dare l'idea di quanto sia stata diversa la notte spagnola, sotto gli occhi del presidente Leo Dell'Orco che aveva voluto raggiungere la squadra a Madrid dopo il successo personale ma anche le emozioni di lunedì alla prima sfilata senza Giorgio Armani.
Competere - «Forse è stata la nostra gara peggiore finora», analizza con inevitabile onestà Peppe Poeta, coach dell'Olimpia: «Congratulazioni al Real che ha giocato una partita incredibile, noi gli abbiamo lasciato prendere troppa fiducia in avvio: abbiamo iniziato la partita troppo piatti per giocarcela contro quella che oggi è la miglior squadra di Eurolega, visto lo stato di forma. Non mi aspettavo questo tipo di prova da parte nostra, dobbiamo pensare subito alla partita con lo Zalgiris». Rispetto al precedente di un mese fa la squadra di Sergio Scariolo ha messo la faccia della corazzata, con la postura come minimo da Final Four, a star bassi, arrivata ieri alla vittoria numero 11 su 12 partite in casa, e nel complesso quinta di fila in Eurolega e decima nelle ultime dodici. Sola squadra insieme al Monaco capace di fermare il Real in questo frangente, già allora come ieri senza poter contare su Bolmaro (rimasto a Milano precauzionalmente per non forzare dopo il rientro dall'infortunio all'inguine), stavolta invece l'Olimpia non è proprio riuscita neanche a competere. «Milano è una squadra migliore di quella vista in campo contro di noi, ma è merito della nostra intensità - commenta dall'altra parte l'ex Scariolo -: una grande partita su entrambi i lati del campo, in cui abbiamo difeso alla grande, siamo andati molto bene a rimbalzo e abbiamo avuto un buon contributo da tutti i singoli».
Travolgente - Milano non è riuscita a mettere il minimo granello nell'ingranaggio di un Real Madrid che, partito forte con 8 punti di Abalde e 7 di Hezonja nei primi 6' (19-12), è andato in fuga segnando cinque delle prime sei triple e 12 dei primi 15 tiri totali, aggiungendo anche un tocco di campo aperto per il 30-17 al 9'. Non è stato game over solo perché uno sprazzo di Ricci è parso riaprire la gara (30-25), prima che con l'impatto di un Lyles da 11 punti in 10' il Real ripartisse come uno schiacciasassi con 20 tiri segnati nei primi 27 e 7/11 da tre. Senza le necessarie meraviglie di Brooks e Shields, e sbagliando tanto dall'arco (4 triple fallite su 5 nel primo quarto, 8 errori su 11 al riposo, 14 su 19 al 30'), l'Olimpia è affondata 52-33 al 18'. Stavolta sì per il game over. Con un attacco da 72% da due e 57% da tre a fine serata, il Madrid ha continuato a macinare Milano, affondandola a -23 al 23', a -27 al 28' e nel finale anche sul poco simpatico -30. A volte serate così servono.