Varese, che si fa con Freeman?

05 febbraio 2026 07:03

L'americano oggetto misterioso (e dannoso)

Dalla Prealpina a cura di Giuseppe Sciascia. Il problema chiaro già da novembre non è stato risolto L'Openjobmetis ha smesso di crescere nel primo scorcio del 2026. Si è esaurita la parabola ascendente generata dalle riparazioni Iroegbu e Stewart, che aveva portato i biancorossi dalla zona salvezza della 9ª giornata al sesto posto del 14° turno con un ciclo di 4 vittorie in 5 gare (Trapani compresa). Un solo successo, pur eclatante, nelle ultime 4 partite è lo specchio di una Varese che viaggia in leggero riflusso perché ha corretto solo una parte dei suoi limiti iniziali. In aiuto vengono le statistiche di squadra: innegabili i progressi della difesa, che da un mese guida le graduatorie di palle recuperate, palle perse forzate agli avversari e percentuali concesse nel tiro da 3 punti. Ma i problemi dell'attacco, che alla pausa di novembre era ultimo per punti segnati, palle perse e percentuali dall'arco, sono rimasti irrisolti alla luce delle medesime posizioni nei medesimi dati statistici. E nel ritorno all'ulti mo posto nella classifica dei rimbalzi, dopo il trend di crescita del mese di dicembre che aveva fatto risalire l'OJM fino al 10° posto.
RITMO, RITMO, RITMO - Per questo motivo Varese non può prescindere dall'aggressività difensiva e dal ritmo sempre elevato: giocare in velocità è il modo per evitare di collezionare ferri in serie dall'arco e "regali" agli avversari sotto forma di palle perse. La trojka Iroegbu, Stewart e Moore, che sa esaltarsi quando può correre, fa terribilmente fatica nel dare certezze a difesa schierata. La coppia Mitrou Long-Hands della prima OJM di Kastritis risultava più "performante"rispetto all'attuale pacchetto esterni: di fatto mancano sia un un costruttore di gioco affidabile a metà campo, che un attaccante capace di mettersi in proprio quando la manovra non crea vantaggi. Affidarsi alle gambe prima che alla testa è una scelta di campo dalla quale indietro non si torna, almeno per quest'anno; se ne dovrà tenere conto per il futuro se le opzioni contrattuali sul trio Iroegbu, Stewart e Moore varranno ancora chiudendo in zona Europa dal decimo posto in su.
MORIRE DI FREDDO - Però diventa difficile uscire dall'impasse attuale affidandosi "solo"ad approccio mentale e volontà. L'unico upgrade per modificare un trend "stagnante", se non ribassista, può arrivare dalla sostituzione di Freeman (foto Puricelli), sempre che nella pausa si opti per questa soluzione. Ma la priorità andrà indirizzata verso mani più calde nel settore ali per aumentare la pericolosità balistica, o maggiore vigore a rimbalzo nel reparto lunghi per aiutare la spinta in velocità? La coperta resterà comunque corta, ma almeno non si rischierà di morire di freddo... 

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