Virtus: allenatore nuovo, disastro vecchio

01 aprile 2026 07:54

Netta sconfitta contro Paris

Da La Repubblica a cura di Walter Fuochi. Peggio che andar di notte. La prima Virtus di Jakovljevic esce dal campo più spaccata dell'ultima di Ivanovic, rimediando una batosta che, oltreché quarto anello di una collana di sconfitte filate, ha contorni di resa sconfortante. Dice tutto lo scarto, 21 che erano stati anche 27, altro aggiungono le immagini di una ripresa avvilita ed arresa. Un esordiente vincente alla fine c'è, il Thomas dell'altra panchina, mentre Nenad questo esordio lo ricorderà finché campa. E cioè una partita che per metà non c'è stata, un paio di minuti avanti su 40', il primo tempo a inseguire, il secondo ad affondare, non consentirà di pesare troppo le sue novità. La rotazione a nove, più spiccioli, l'uso di Smailagic da 5, di Hackett di nuovo da 3, oltreché play di scorta, altro che si vedrà meglio a suo tempo. L'anomalia di Parigi, squadra che corre sempre a cento all'ora, s'annunciava infida, alla vigilia. È stata strapotente. Sarebbe da salvare Vildoza (4/12, 6 assist), ma si sta tutti sulla stessa barca. Idem Niang (3/ 4,8 rimbalzi). Idem Diouf (6/6). È mancato di nuovo Edwards (3/10), braccato da guai suoi, più che dal tecnico ai comandi. Poco o nulla hanno aggiunto gli altri, contro una Parigi che ha dilagato con le triple, fatte (19) e tentate (42). Il gioco paga. Contro chi nell'occasione non ha nè gioco nè mira nè animo nè muscoli. Venerdì si rigioca, tornando in Fiera per ospitarvi Valencia. S'è appena spenta l'eco dell'affettuosa accoglienza dell'arena al nuovo generale Nenad, successore di Dusko, che si capisce da subito che Parigi ne ha di più. Fa sorridere che Thomas cambi l'intero quintetto dopo 2'30", ma c'è del buono nei suoi. Paris pressa forte sulle rimesse, il che tanto disturba, non corre come vorrebbe in attacco, e non protegge granché l'area, eppure guida sempre, o quasi, allargando il margine quando nel secondo quarto una fila di suoi cesti vale sempre tre. Va in fuga con 7 triple nella frazione, dopo le 4 della prima, poiché alle 11 la Vu ne oppone solo 4. Lo scarto è lì, in un primo tempo di frenesie assortite, mani non tutte buone a domare pallacce, tiri anche facili falliti, di qua e di là. La Virtus non attacca male, specie quando Vildoza pesca bene i lunghi. Ma dietro è troppo esposta e 53 all'incasso sono tanti, benché il -6 del riposo, in una gara di volate, non decida nulla. E poi non arriva Edwards, l'uomo che ha vinto il duello al sole dell'Ok Corrai, ma qui è ancora a zero dopo 20'. Ripresa. Marcato da Ouattara, che è un comodino più grosso di lui, Edwards inventa un assist steso sul pavimento e segna dopo 22' il primo gol (54-54). Illude soio, però, insiste con parabole dai parcheggi e soprattutto Parigi, ad ogni parità, ribatte dall'arco. Il piano inclinato della sfida diventa inaffrontabile quando la Vu scivola a -15, con un 3-18 letale. L'ultimo quarto è un calvario. Solo frustate. Virtus-Parigi 82-103 

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