Il dirigente torna a casa
Dal Messaggero Veneto a cura di Giuseppe Pisano. Ritorno a casa col cuore in tumulto per Andrea Gracis. Il direttore sportivo dell'Apu Old Wild West, trevigiano doc e bandiera del basket della Marca da giocatore (con anche uno scudetto) e da dirigente, stasera punta al successo che darebbe la salvezza matematica alla squadra bianconera, ma al tempo stesso ridurrebbe le chance di permanenza in serie A dei veneti. E pensare che proprio con lui dietro alla scrivania Treviso ha riconquistato nel 2019 quella massima serie che in città mancava dal 2012, anno della conclusione dell'era Benetton. Gracis, il suo ritorno al Palaverde da avversario è un po' complicato, non trova? ««Sì, speravo di non arrivare a questa situazione. È un appuntamento delicato, che vivrò sicuramente con emozione, ma anche con la voglia di vedere vincere Udine. Per noi può significare salvezza, tutto sommato Treviso avrà le sue chance con altre tre partite da giocare». Come ha visto l'Apu in questa settimana post derby? «La squadra si è allenata bene, anche se c'era un po' di dispiacere per la sconfitta con Trieste. Ho visto grande desiderio di rivalsa da parte dei ragazzi, c'è voglia di voltare pagina. Io su di loro non ho mai avuto dubbi in questa stagione per quanto riguarda l'aspetto caratteriale. Non ci saranno contraccolpi dopo il -19 di domenicascorsa». Come si spiega l'unica vittoria negli ultimi due mesi? «Ogni partita ha una storiaa sé e il proprio andamento, non ne farei un discorso globale e non do giudizi. Così come non sono preoccupato in ottica salvezza, penso solo alla prossima partita, sapendo che da qui alla fine ogni match può darci la permanenza nella massima serie. Spero che accada il primapossibile». Quanto ci vuole per trovare i giusti equilibri col rientro di Hickey? «Tony è stato fuori quattro mesi ed è rientrato in una gara delicata, la peggiore che poteva capitargli. Gli serve tempo per ritrovare il feeling col campo. La questione è tutta qua: ho visto grande disponibilità sia in lui che in Christon, oltre che della squadra, per trovare la condivisione del gioco». Lei a Treviso ha lavorato con Marcelo Nicola. Che allenatore è l'argentino? «Con noi ha fatto prima una salvezza nel 2022, poi tutto il campionato successivo. È un tecnico che capisce la pallacanestro e sa bene cosa gli possono dare i suoi giocatori. La sua bravura sta proprio nel metterli nella condizione ideale per rendere al meglio. Treviso quest'anno ha fatto diversi cambiamenti in corsa: oltre all'arrivo di Nicola ha anche inserito quattro giocatori nuovi, la squadra è migliorata ed è pericolosa». È la quarta volta quest'anno che affrontate Treviso fra preseason e campionato, finora avete sempre vinto. Sì, ma i precedenti non fanno testo perché hanno cambiato tanto. Ora hanno equilibri nuovi, e grazie a tre successi nelle ultime quattro gare sono in fiducia. In più avranno l'energia del pubblico amico, un fattore importante quando si accende». Per concludere: se stasera l'Apu si salva brinderà con un vino friulano o con un prosecco del trevigiano? «Sto apprezzando molto i vini friulani, quindi nessun dubbio».