Bogdan Tanjevic: «Oscar sapeva fare miracoli...»

19 aprile 2026 07:19

Il suo pupillo è mancato all'età di 68 anni

Dal Messaggero Veneto a cura di Giuseppe Pisano. Tutti in piedi ieri sera al Palaverde per tributare un applauso in ricordo di Oscar Schmidt, grande campione e avversario leale. Prima del match fra Treviso e Udine è stato osservato un minuto di silenzio, con l'immagine dell'asso brasiliano sul display. La notizia del decesso di Oscar ha toccato nel profondo gli uomini della cavalcata della Juve Caserta, che dal 1983 al 1993 balzò dalla serie A2 allo scudetto, giocando da protagonista le coppe europee. Bogdan Tanjevic guidò la squadra campana dal 1982 al 1986 ed ebbe il merito di portare Oscar in Italia: «Lo volli io a Caserta - ha affermato "Boscia" - dato che rimasi colpito dopo averlo affrontato nel 1979 nella finale di Coppa Intercontinentale a Sao Paulo. Oscar riusciva a fare miracoli, ma alcuni si chiesero perché lo scelsi, essendo poco conosciuto in Italia. In quegli anni alla Juve ci ha aiutato tanto con la sua disponibilità, non era solo un grande realizzatore ma un vero trascinatore, era anche il miglior rimbalzista della squadra. Giocava sempre per vincere, però è stato eccezionale nell'aiutarmi a far crescere giovani come Gentile, Esposito, Dell'Agnello e Tufano». Tanjevic colloca Oscar in cima al podio dei migliori stranieri approdati in Italia, ex aequo con un altro fuoriclasse come Drazen Dalipagic: «Lui e Praja i più grandi, anche per un motivo: entrambi hanno rinunciato all'Nba per restare in Europa e giocare con la propria Nazionale». L'ultimo incontro risale a due anni fa: «Trascorremmo tre giorni insieme a Caserta per le riprese di "Scugnizzi per sempre", la serie tv sulla Juve Caserta». Il playmaker della squadra campana era Nando Gentile: «Oscar è stato un fratello maggiore perme-ricorda l'ex Snaidero Udine - perché quando arrivò a Caserta ero un ragazzino. Abitavamo vicino, mi passava a prendere in macchina e mi portava ad allenamento. In trasferta, inoltre, condivideva la stanza con me. Ci ha portato in alto, grazie a lui ho potuto girare l'Europa. Alla Juve facemmo qualcosa di grande con le persone giuste al posto giusto: lui, il cavalier Maggio e coach Tanjevic. Oscar è stato il più forte con cui ho giocato».

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