Alessandro Cappelletti: «peccato finire in forma strepitosa»

09 maggio 2026 08:12

L'esterno decisivo nella salvezza trevigiana

Dalla Tribuna di Treviso a firma Ubaldo Saini, le parole di un leader stagionale. Ci vuole coraggio, nella vita, ad ammettere i propri errori. Ci vuole umiltà, nel porsi a disposizione degli altri per porvi rimedio. E bisogna conoscere il valore della gratitudine, per ringraziare chi ha avuto fiducia in noi e ci ha sostenuti nei momenti difficili. Alla vigilia deH'ultimo match di campionato, che vedrà fronteggiarsi le due squadre più in forma del campionato, ovvero Nutribullet Treviso e Una Hotels Reggio Emilia (si gioca al Palaverde domenica 10 alle ore 17:00, arbitrano Gonella, Valzani, Dionisi) il play Alessandro Cappelletti traccia un bilancio della sua seconda parte di stagione, ovvero di quella giocata con la canotta trevigiana. «Veniamo da una partita super positiva che ci ha permesso di guadagnarci la salvezza sul campo a una giornata dalla fine, il che era abbastanza insperato due mesi fa. Siamo contenti, e vogliamo onorare questo ultimo impegno davanti al nostro pubblico per mettere la ciliegina sulla torta. La settimana è andata bene, abbiamo rispettato il programma e ci prepariamo ad affrontare una squadra che è davvero in forma. Lascia quasi un po' di amaro in bocca finire il campionato sull'onda di questo filotto di vittorie, ma dobbiamo sempre ricordare in che situazione eravamo due mesi fa, ed allora la gioia è tanta». Dare una continuità sarebbe la chiave. Alcuni esempi di successo nel nostro sport sono Brescia e Venezia, dove si porta avanti un blocco di giocatori dagli anni precedenti. «Se ripenso al mio arrivo a Treviso, confesso che all'inizio ero dubbioso, ma ho trovato un gruppo fantastico, e quello fu il primo segnale per credere in quello che dovevamo fare. Ritengo inoltre fondamentale, anche se spesso si dice il contrario, che questo gruppo stia bene sia dentro che fuori dal campo, e che questa sia stata la chiave per svoltare la stagione». Tornando sul tema della continuità del gruppo, che piani ha per il futuro? «Mi sono trovato benissimo qua a Treviso. E' una piazza che poche città italiane hanno. Da parte mia, e penso di poter parlare anche a nome dei miei compagni, la volontà di proseguire in un percorso comune c'è. E' chiaro che i matrimoni vanno fatti in due e ci devono essere le condizioni per poter continuare insieme, e non mi riferisco alle condizioni economiche, quanto alla possibilità di costruire un progetto importante, perché questo gruppo ha dimostrato di meritare ambizioni un po' più importanti. «Cantù? No, sinceramente non ho saputo del loro interessamento». L'ultima partita, a livello personale, è stata emblematica, con quella tripla decisiva, seguita da un rimbalzo e un assist. Il tutto dopo una lunga serie di errori dal campo: «E' stata una partita complicatissima a livello personale. Non ho memoria di aver sbagliato così tanti tiri ben costruiti. In primis i compagni sono stati incredibili, uno su tutti Briante (Weber, ndr), che continuava ad incitarmi anche a fronte di un errore. Seconda persona fondamentale è stato il coach che non mi ha tolto dal campo: non so quanti lo avrebbero fatto. Volevo ripagare la fiducia dell'allenatore, e quella tripla che ho segnato aveva due dediche, una alla mia ragazza e una al coach». L'ultima sfida, contro Reggio, sarà invece tra due squadre molto efficaci, ma in modo diverso. Parola di coach Nicola: «Loro sono una squadra che ha un gioco fatto di esecuzione, di movimento, e si affidano meno all'uno contro uno. Costruiscono l'attacco con dei sistemi, ed è merito del lavoro che è stato fatto per trovare coesione tra i giocatori. Noi sfruttiamo maggiormente l'inerzia, la corsa, e soluzioni individuali per sfruttare situazioni di vantaggio».

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