Carico l'allenatore dei triestini
Dal Piccolo a cura di Lorenzo Gatto. Stati d'animo opposti negli spogliatoi del PalaLeonessa al termine di una gara-due intensa e vibrante. Brescia riesce a pareggiare la serie dopo quaranta minuti di battaglia fìsica, in cui nessuna delle due squadre si è risparmiata, giocando costantemente al limite del contatto. Nel post-partita, il tecnico della Pallacanestro Trieste, Francesco Taccetti, ha analizzato con lucidità la prestazione dei suoi, partendo proprio dal forte impatto degli avversari ma anche dai meriti iniziali della propria squadra. «Sicuramente questa sera Brescia ha messo in campo tantissima energia, proprio come ci aspettavamo. Dal canto nostro, siamo stati bravi a partire bene, segnando presto e trovando subito il giusto abbrivio. Successivamente, però, abbiamo sofferto l'impatto della loro second unit e abbiamo subito un primo break decisivo a cavallo tra il primo e il secondo quarto. Da quel momento in poi - continua Taccetti - siamo sempre stati costretti a inseguire. Nonostante questo, sono contento perché continuiamo a lottare su ogni pallone. È stata una sfida decisamente intensa, e ora la nostra forza starà nella capacità di svuotare la mente, per farci trovare pronti a tornare a Trieste con l'unico obiettivo. Vincere». Il finale di partita ha mostrato visibili segni di stanchezza da ambo le parti, con diversi errori che testimoniano quanto la serie stia diventando logorante, anche a causa delle rotazioni accorciate. Un rischio, questo, che potrebbe pesare sul prosieguo dei playoff. «Il rischio stanchezza c'è, ma vale per tutti - conclude -. È proprio questo il motivo per cui la solidità mentale e la capacità di leggere la partita diventano fondamentali: credo fermamente che la serie si giocherà su questi dettagli. In un contesto simile, dove la fisicità e l'intensità sono inevitabili, l'importante sarà essere bravi a non trasformare questo agonismo in nervosismo». Soddisfatto, invece, Matteo Cotelli: «Dal punto di vista della mentalità e dell'approccio sono molto soddisfatto. Le facce erano quelle giuste, la risposta c'è stata. Sentivo un po' di disfattismo, non è detto che questa serie si vinca, Trieste è favorita perché gioca in casa ma Brescia c'è».