Il progetto sposato da Matt Rizzetta
Dal Corriere dello Sport a firma Mariano Rotondo, la futura casa del basket napoletano. Il vecchio Palargento prova a rimettersi in piedi dopo quasi trent'anni di silenzio e degrado. A Fuorigrotta, dove il tempo ha lasciato soltanto cemento consumato e cancelli chiusi, il progetto lanciato da Matt Rizzetta e dalla Guerri Napoli sta prendendo forma attraverso una trattativa che coinvolge imprenditori, dirigenti e istituzioni. Lultima riunione tra le parti avrebbe segnato un'accelerazione verso quella che potrebbe diventare una delle operazioni sportive e urbanistiche più importanti degli ultimi anni in città. Al tavolo del confronto erano presenti Rosario Procino, managing director incaricato da Rizzetta di seguire il dossier legato all'impianto, il direttore generale Riccardo Marziantonio e Rino Manna, proprietario del vicino Palapartenope. Con loro anche Vincenzo Papa, dirigente comunale responsabile degli impianti sportivi. Un segnale preciso: Palazzo San Giacomo segue il progetto. Il passaggio decisivo riguarda proprio Manna. Per realizzare il nuovo palasport il Napoli Basket ha bisogno di ampliare l'area disponibile, inserendo parcheggi, servizi e spazi commerciali. Da qui la richiesta di includere nel piano anche il Palapartenope e la Casa della Musica. Limprenditore ha aperto alla cessione, chiedendo però di conservare un ruolo nella programmazione artistica degli eventi musicali e teatrali.
L'IMPRENDITORE. La sua dispo nibilità pesa ancora di più se si considera il legame storico con quell'angolo di Fuorigrotta. Fu infatti Manna, nel 1975, a inaugurare il Teatro Tenda, struttura diventata poi il Palapartenope. «Mi sembra giusto mettere questi spazi a disposizione della città per costruire finalmente un'arena moderna», ha spiegato. Il progetto prevede l'abbattimento delle vecchie tribune del Palargento, chiuso ormai da 28 anni. Eobiettivo è restituire a Napoli una casa degna delle proprie ambizioni sportive, con la prospettiva di rilanciare il basket cittadino anche sul piano europeo. Il disegno architettonico, ispirato alla forma di un dorso di balena, era stato elaborato già nel 2005 dall'architetto Corradetti.
ACCORDI. La trattativa resta aperta e nessuna firma è ancora arrivata, ma l'impressione è che il percorso abbia ormai imboccato la direzione decisiva. Sul tavolo ci sono offerte dettagli da definire e un interesse condiviso: cancellare uno degli scheletri più ingombranti di Napoli e trasformarlo in un simbolo di rilancio in un'area quella occidentale, che sembra nata proprio per lo sport e per i tifosi.