Sta per scadere il tempo per una risposta del Presidente Matiasic
Da Il Piccolo a cura di Lorenzo Gatto. Il tempo delle grandi manovre e delle ipotesi sta per scadere. Nel basket italiano, dove suggestioni e rumors spesso anticipano la realtà, il futuro della Pallacanestro Trieste è diventato il vero rebus. Un enigma che non riguarda solo i tifosi giuliani, ma che tiene col fiato sospeso anche i vertici delle istituzioni, dal presidente della Fip Gianni Petrucci a quello di LBA Maurizio Gherardini, entrambi spettatori interessati delle prossime mosse di Paul Matiasic. La questione, stringendo l'obiettivo sui fatti, è ormai circondata da scadenze perentorie. Con l'avvicinarsi del 26 giugno, termine ultimo per perfezionare l'iscrizione al prossimo campionato, i tre mesi di indiscrezioni, smentite e rilanci devono necessariamente convergere verso una decisione definitiva. Non c'è più spazio per il sentito dire. Il quadro attorno all'avvocato americano d'altronde si è semplificato, escludendo altre vie. Sfumate una a una le ipotesi che vedevano coinvolte altre piazze della massima serie, l'unico titolo sportivo spendibile sul mercato è rimasto proprio quello di Trieste. La vera partita, adesso, si gioca sulla reale volontà di passare la mano. Le manifestazioni d'interesse sono concrete. Da un lato ci sono i legali di Gianluca Mauro, che hanno già formalizzato e inviato una lettera d'intenti e restano in attesa di un segnale di apertura da parte della proprietà statunitense. Dall'altro, un secondo gruppo internazionale e già noto nel settore è pronto a presentare la propria offerta formale nei prossimi giorni. In tutto questo groviglio di trattative e scadenze burocratiche, anche i giocatori della squadra restano alla finestra, in attesa di notizie certe sul proprio futuro. Davanti a queste due opzioni sul tavolo, il velo di incertezza è destinato a cadere rapidamente. Saranno i fatti a dimostrare le vere intenzioni della proprietà: se l'offerta di un compratore verrà accettata, Matiasic lascerà la Pallacanestro Trieste a Trieste, proseguendo poi il suo cammino verso Roma per conto proprio. Altrimenti, se la messa in vendita della società dovesse rivelarsi solo fumo negli occhi, diventerà chiaro che il progetto dell'avvocato americano è quello di sbarcare nella Capitale portandosi dietro, e spostando di fatto, proprio il titolo di Trieste. Il calendario non concede più proroghe, il momento della verità è arrivato.