Le parole dell'allenatore milanese
Da La Nuova Venezia le parole di coach Poeta a fine partita. Gli avversari Una sola vittoria separa Peppe Poeta dal coronamento di un sogno, dal mettere le mani sul primo scudetto della sua carriera. Un traguardo che avrebbe il sapore del destino, dato che non ci è mai riuscito da giocatore e ora si trova a un millimetro dal farlo alla sua prima vera stagione da capo allenatore sulla panchina dell'Olimpia Milano. Dopo il successo in Gara 2 delle LBA Finals 2026 contro la Reyer Venezia, il tabellone dice 2-0 per i biancorossi. Ma guai a parlare di giochi chiusi. Nell'analisi del post-partita, il tecnico campano ha voluto mantenere i piedi ben saldi a terra, alternando i meritati complimenti ai suoi ragazzi a precisi richiami all'ordine in vista del caldissimo viaggio in laguna. Se c'è un dato che fotografa alla perfezione l'identità impressa da Poeta a questa Olimpia, è quello che si trova alla voce "assist". Milano gioca di squadra, si diverte e fa girare la testa alla difesa orogranata. Dopo i 28 passaggi vincenti smazzati in Gara 1, i campioni d'Italia in carica hanno replicato in Gara 2 con ben 27 assist di squadra. Una fluidità offensiva che ha letteralmente spaccato in due la partita nei primi venti minuti e che Poeta ha voluto sottolineare con orgoglio: «Assolutamente sì, stiamo condividendo la palla in attacco nel modo giusto, soprattutto nei due quarti iniziali». Quando la palla si muove a questa velocità, trovare l'uomo libero diventa una conseguenza naturale e i tiratori di Milano hanno risposto presente, punendo ogni minima rotazione in ritardo della Reyer. Per il coach, questa resta la stella polare della serie: «Sarà la chiave anche nelle prossime partite contro loro». Tuttavia, la perfezione non è di questo mondo e Poeta, da uomo di basket che conosce i pericoli dei cali di tensione, ha individuato immediatamente la nota stonata della serata. Se il primo tempo è stato una sinfonia, la ripresa ha visto Milano rallentare i ritmi, rischiando di rimettere in carreggiata una Reyer mai doma. Un campanello d'allarme che il coach non ha voluto ignorare. «Poi nel terzo e quarto periodo ci siamo un po' fermati, non dobbiamo assolutamente farlo contro una squadra forte, organizzata, che ha tanto talento». Venezia ha dimostrato a più riprese, durante tutta la stagione e la cavalcata playoff, di avere le armi balistiche e l'orgoglio per firmare parziali pesanti in pochi minuti. Specchiarsi nellapropria bellezza, per Milano, potrebbe essere il peccato capitale più grave. Ora la serie abbandona l'Unipol Forum e si sposta in Veneto. Sul punteggio di 2-0, Gara 3 diventa il classico "dentro o fuori" per la Reyer, che davanti al proprio pubblico cercherà di gettare il cuore oltre l'ostacolo per riaprire i giochi. Poeta sa benissimo che il clima che attende i suoi ragazzi sarà infuocato.