Nurkic e cosa vuol dire essere bosniaco giocando a basket

29 agosto 2026 07:12

Dichiarazioni patriottiche del giocatore

Jusuf Nurkic si è preso la scena nella vittoria per 78-76 della Bosnia ed Erzegovina sull’Italia a Tuzla, ma nel post-partita le cifre sono passate in secondo piano. Il big-man bosniaco, intervistato da Federalna TV, ha raccontato l’emozione unica di tornare a indossare la maglia della Nazionale proprio nella città dove è nato, davanti a un Mejdan gremito e infuocato dal tifo per gli Zmajevi.

Nurkic non ha nascosto quanto il ritorno a Tuzla fosse carico di significato personale. “Mentirei se dicessi che non me lo aspettavo, ma per me è stato estremamente emozionante giocare qui dopo dieci anni. Qui sono nato, qui c’è tutto quello che ho”, ha dichiarato il centro, sottolineando come il coinvolgimento emotivo abbia reso la sfida ancor più impegnativa sul piano mentale.

Nonostante la pressione, Nurkic ha saputo trasformare le emozioni in energia positiva, dominando la partita con una prestazione da vero leader: 25 punti con 11/19 al tiro, 14 rimbalzi (di cui 6 offensivi) e 2 assist in soli 22 minuti e mezzo di gioco. Una performance che gli è valsa la valutazione più alta tra tutte le gare europee del venerdì secondo FIBA, con un impressionante 28 di efficiency.

La supremazia fisica sotto canestro è stata decisiva per la Bosnia, che ha chiuso con 46 rimbalzi totali e ha costruito buona parte del successo proprio grazie ai secondi possessi. Accanto a Nurkic, anche Kenan Kamenjas (13 punti e 8 rimbalzi) e Luka Garza (10 punti e 7 rimbalzi) hanno contribuito a mettere in difficoltà il reparto lunghi dell’Italia, formando un trio che ha fatto la differenza.

Le condizioni di gioco, però, sono state tutt’altro che semplici: il caldo soffocante del Mejdan e l’atmosfera incandescente sugli spalti hanno reso difficile mantenere la concentrazione. Nurkic ha riassunto così la serata: “Tutto quello che poteva andare storto è andato storto, ma abbiamo vinto”. Il centro ha poi evidenziato come la squadra avesse piena fiducia nelle proprie possibilità contro l’Italia e come questo successo confermi che la Bosnia può giocarsela con chiunque.

Un messaggio ripreso anche dal commissario tecnico Dario Gjergja, che nel dopogara ha lodato il carattere e la determinazione dei suoi ragazzi. La Bosnia ha saputo resistere al ritorno degli azzurri, mostrando nei possessi finali quella solidità mentale che spesso era mancata nelle sfide punto a punto del passato.

Per Nurkic, però, questa vittoria ha un sapore speciale. Tornare a Tuzla dopo dieci anni e guidare la propria Nazionale con una doppia doppia davanti al pubblico di casa ha dato alla serata un significato che va ben oltre la semplice classifica. Il centro, tuttavia, ha subito riportato l’attenzione sull’obiettivo Mondiale: il successo contro l’Italia è fondamentale, ma la strada resta lunga e già lunedì la Bosnia sarà attesa dalla trasferta contro la Lituania, rivale diretta per i primi tre posti del girone.

A Tuzla, intanto, la Bosnia si è regalata una delle vittorie più importanti degli ultimi anni, trascinata dal suo uomo simbolo. Jusuf Nurkic, con 25 punti e 14 rimbalzi, ha brillato proprio nel luogo in cui tutto aveva avuto inizio.

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