Per lui gli Atlanta Hawks
Il ritorno di Ettore Messina in NBA rappresenta una decisione ben ponderata: il coach italiano ha scelto di restare il più possibile vicino al parquet, continuando a vivere il basket da protagonista sul campo.
Come riporta l’ANSA, Messina – che si trova attualmente a Bologna in attesa della partenza prevista per il weekend – ha accettato la proposta degli Atlanta Hawks proprio per evitare che il prossimo capitolo della sua carriera si trasformasse esclusivamente in un incarico dirigenziale, lontano dall’azione quotidiana della squadra.
Prima di dire sì ad Atlanta, Messina ha valutato anche altre opzioni. L’allenatore avrebbe infatti declinato alcune offerte per guidare club esteri, preferendo l’opportunità NBA.
Degna di nota è anche la formula dell’accordo raggiunto con gli Hawks: secondo quanto riferisce ANSA, "gli accordi con gli Hawks prevedono blocchi di lavoro da tre settimane consecutive, situazione che gli permetterà poi di rientrare durante la stagione anche in Italia (dove potrebbe collaborare con Sky come commentatore)". Questa flessibilità potrebbe aprire a Messina anche un ruolo da opinionista Sky durante la stagione.
La scelta di Atlanta si intreccia con un curioso precedente. Già nel 2013, infatti, la franchigia aveva seriamente preso in considerazione Messina per la panchina principale: l’allora general manager Danny Ferry lo aveva inserito tra i candidati per succedere a Larry Drew, arrivando anche a incontrarlo alle Final Four di EuroLeague a Londra.
Alla fine, la scelta degli Hawks cadde su Mike Budenholzer. Tuttavia, poche settimane dopo, Quin Snyder – che aveva condiviso l’esperienza al CSKA Mosca proprio con Messina – lasciò la Russia per entrare nello staff tecnico di Atlanta. Tredici anni più tardi, i due si ritrovano nella stessa organizzazione NBA, ma con ruoli invertiti rispetto a quell’avventura moscovita.
Gli Hawks hanno ufficializzato Messina come coaching consultant e veteran executive all’interno dello staff guidato da Snyder. Per il tecnico italiano è un ritorno nella lega americana dopo le esperienze con i Los Angeles Lakers e, soprattutto, i San Antonio Spurs, dove tra il 2014 e il 2019 fu assistente di Gregg Popovich. Snyder e Messina avevano già condiviso sia il CSKA Mosca sia un’esperienza ai Lakers con Mike Brown.
Ad Atlanta, Messina ritrova anche Onsi Saleh, attuale presidente delle Basketball Operations degli Hawks ed ex general manager. Saleh, come Messina, ha trascorso cinque anni nei San Antonio Spurs, arrivando a ricoprire il ruolo di director of strategy & process/chief of staff: un percorso che si è incrociato con gli ultimi anni di Messina nello staff di Popovich. Un ulteriore filo rosso che lega la cultura Spurs all’attuale progetto degli Hawks, dove Snyder e Saleh rappresentano la continuità.