C'è già il leader naturale degli azzurri.
Da Tuttosport a firma Dario Ronzulli, l'identità azzurra. Se la sfida con la Lettonia doveva servire per capire a che punto fosse la crescita del gruppo, le indicazioni arrivate dal parquet del PalaTneste sono molto positive soprattutto per quanto riguarda la tempra e il carattere. L'ItalBasket è ancora un cantiere aperto, come giustamente sottolinea il ct Gianmarco Pozzecco, ma le fondamenta gettate non appaiono affatto così poco interessanti. La squadra ha tenuto i nervi saldi in una gara che ha vissuto spesso momenti di tensione, ha saputo reggere l'urto di Kristaps Porzingis sotto i tabelloni, ha fiutato il momento buono per allungare e mettere le mani sulla partita. Tutte situazioni che non nascono dal nulla ma sono figlie del lavoro di questo e degli altri ritiri. Insomma si parte da lontano per provare ad arrivare lontano ad EuroBasket, oltre la fatidica soglia dei quarti di finale che non superiamo da una vita. La vittoria di sabato a Trieste ha ribadito anche due cose che sapevamo già molto bene, ovvero che capitan Nik Melli è indispensabile per come gestisce la squadra in campo e che Simone Fontecchio è il nostro leader offensivo. Per nulla distratto dai rumors che lo vorrebbero in uscita dai Miami Heat (nel caso con destinazione Europa più che NBA), l'abruzzese ha fatto a pezzi la difesa lettone con il meglio del suo repertorio. Se nella sua esperienza statunitense ha fatto fatica ad avere continuità sia per minuti che per punti, in area FIBA il prodotto delle giovanili Virtus Bologna è uno che sposta, che fa la differenza, che sa mettersi al servizio dei compagni anche in difesa. Ovviamente non potrà vincere da solo ma che sia lui la nostra prima arma è fuori discussione e per andare lontano abbiamo necessariamente bisogno del miglior Fontecchio. Lo sappiamo e lo sanno anche i nostri avversari, per questo sarà importante avere risorse alternative come accaduto in passato per alleggerire le responsabilità di Fontecchio quando necessario: ecco allora che la serata triestina di Marco Spissu, di Pippo Ricci, di Matteo Spagnolo è a dir poco di buon auspicio. Da oggi fino a mercoledì azzurri dunque a Bologna per allenarsi al PalaDozza nell'impianto dove giovedì sera alle 20 (diretta Sky Sport Basket, biglietti disponibili sul circuito Vivaticket) sfideranno l'Argentina, a 21 anni di distanza dalla finale olimpica di Atene che è anche l'ultima gara tra le due nazionali. Questo sarà salvo sorprese l'esordio assoluto di Darius Thompson, tenuto a riposo contro la Lettonia dal momento che era reduce da appena due allenamenti con i compagni. Intanto può essere più vicino l'arrivo di Danilo Gallinari che con 21 punti e 8 rimbalzi ha guidato i Vaqueros de Bayamon alla vittoria in gara-4 contro i Leones De Ponce nell'atto conclusivo del campionato portoricano; questa notte c'è il primo match point a disposizione. Non appena terminerà la finale, l'ex Olimpia Milano raggiungerà gli azzurri: per lui c'è un posto nei 12 a prescindere da quando arriverà, in quella che sarà la sua ultima esperienza in carriera con l'Italia.