Si pensa già alla prossima stagione
Dalla Gazzetta dello Sport a cura di Giuseppe Nigro, la Milano che verrà. Un sogno chiamato Simone Fontecchio. Chiusa ieri la quarta stagione di fila di Eurolega fuori dai playoff e dai play-in, rOlimpia del futuro cerca vie che la portino a elevare la qualità per arrivare a recuperare quote di competitività in Europa. Il rigore dei conti del Gruppo Armani non prevede che una strada sia rinnalzamento del budget. Di gran lunga il più generoso d'Italia e più alto di sette-otto squadre di Eurolega, ma più o meno a metà della competizione. Tradotto: se in campo scendesse il monte stipendi, il posto dell'Olimpia nella gerarchia di Eurolega oggi - con realtà che hanno fatto esplodere i costi - sarebbe forse migliore della classifica attuale, ma non di tanto. Poi si può comunque fare meglio, anche molto, come la Final Four 2021. Esiste una sola eccezione per poter arrivare a valutare un extrabudget: l'italiano più forte, l'unico in Nba, che potrebbe essere un volto immagine anche per il Gruppo. Simone Fontecchio. I nodi Diffìcile, una partita non solo tutta da giocare, al momento neanche aperta. Un sogno, ma è possibile? A Miami, dove ha appena chiuso la stagione, Fontecchio è in scadenza. Eia già espresso il desiderio di restare agli Fleat. È solo se non arrivasse uri offerta che può entrare in partita Milano. Per l'azzurro, che si è confermato anche quest'anno giocatore di quel livello - solo un mese diffìcile al tiro ha abbassato le cifre a 8.5 punti di media in 16.7 minuti col 37.5% da tre - restare in Nba è realtà, e anche per questo per Milano è un sogno: secondo quanto risulta, già almeno due squadre Nba hanno dimostrato di essere seriamente interessate. Resta da vedere a quali condizioni: l'attuale contratto è di 8 milioni di dollari lordi, più o meno la metà netti. In caso di offerte inferiori può entrare in gioco Milano, distante da quelle cifre, ma magari non così tanto, inserendosi nelle pieghe della decisione tra restare in Nba nella quarta città diversa in 5 anni, e la scelta di vita, certo non tecnica, di tornare in Europa per essere a 30 anni una stella di livello continentale. Sullo sfondo, anche il legame forte con Poeta, con cui ha giocato da giovanissimo alla Virtus e poi nella stagione del rilancio a Reggio Emilia. La squadra G'è il tema dei tempi: i free agent Nba possono firmare dal 1° luglio, verosimilmente il segmento di mercato di Fontecchio si piazza un po' più avanti, attorno al 5-8 luglio. L'Olimpia non può aspettare: logico che faccia il proprio gioco costruendo la squadra a prescindere, solo facendosi trovare pronta se a luglio si presentasse l'opportunità. Il sogno Fontecchio sarebbe la risposta totale a una priorità di Milano: l'arrivo di italiani capaci di stare in campo in Eurolega da titolari. Come era Nicolò Melli, tramontato con la conferma al Fener. È di lunga data la stima per Darius Thompson, azzurro sotto contratto a Valencia. Il mercato offre la possibilità unica di Alessandro Pajola, in scadenza alla Virtus: passare da Bologna a Milano è una scelta che impone coraggio, intanto la sua priorità è guardare all'estero, con esiti fin qui interlocutori. Per l'Olimpia è la prima scelta in un reparto che conta già sul ritorno con accordo triennale di Devon Hall, guardia e difensore vero, 30 anni, due anni al Fenerbahce vincendo f Eurolega da protagonista, tre scudetti in tre anni dal 2021 al 2024 a Milano. Destinati a restare Bolmaro, Guduric, Booker e gli italiani Ricci, Tonut e Flaccadori, più Paul Eboua, ora all'Asvel, sotto conriatto altri due anni. Coi dubbi sui rinnovi di Brooks, Shields e LeDay, è concreta in ala la pista Alee Peters, ieri avversario. Il grande nodo è la risposta alle uscite di Quinn Ellis in regia, che fino a marzo andrà al college cogliendo l'opportunità anche economica di St.John's, e di Josh Nebo in pivot, che eserciterà l'uscita per andare al Barqa. Il centro potrebbe essere l'ultima mossa dell'estate, il play la più importante e a rigor di logica la più esosa. E poi c'è Fontecchio.