Vildoza dirige, Edwards accelera e chiude.
Da La Repubblica a cura di Walter Fuochi, il recap della sfida di Cantù. Riemersa da annate oscure Cantù, una sfida che mezzo secolo fa era una classica da scudetto, la Virtus è salita in Brianza a prendersi senza sconti quello che oggi detta la gerarchia: due punti e così sia, per riappaiare Brescia in testa alla serie A e andare in pace alla sosta azzurra. C'è stata partita, non mattanza, separando però duellanti che si guardavano sempre da lontano (e sempre dietro la banda di casa). La Virtus s'è applicata con serietà e dedizione, davanti e dietro. Ha subito nella sua area solo Ballo, il gigante maliano che ha chiuso il suo derby contro Diarra con 23 punti e 10 rimbalzi, ma ha tolto ossigeno a tutti gli altri. Dei suoi, Vildoza è salito sul podio per una prova d'orchestra ispirata e puntuale (7 assist, 3/3 triple), Pajola l'ha rilevato con energia, fin quando una botta non l'ha tolto dal gioco (11' in tutto, per lui). La coppia Edwards-Morgan ha fabbricato punti con la consueta partecipazione, ma la bella sorpresa è venuta dalla battaglia delle aree. L'ha vinta la coop Virtus, contro l'uomo nero che però, ahilui, doveva fare da solo: 9 rimbalzi Diarra e Diouf, 7 Niang, il pacchetto s'è chiuso bene, a soffocare le velleità canturine. Diouf ha poi aggiunto puntuali agguati al canestro (5/7), facendo un altro passo avanti in incisività ed autorevolezza. A un fatturato inferiore al nemico ha fatto corrispondere pari, se non superiore efficacia. La Virtus s'è espressa bene come coro, limitando al minimo le stecche: una bella mano l'ha data anche Hackett, supportando in regia l'argentino, dopo la forzata defezione del capitano, mentre meno brillanti del solito sono stati Jallow, falloso e nervoso, e Alston, che ne ha infilati uno sì e due no (4/12). Non orrendo, ma le ultime avevano abituato a percorsi pressoché netti. La Virtus leva tante voglie a Cantù già dal primo tempo. Non la fa mai andare sopra e la butta sotto di 12 all'intervallo, partendo piano col quintetto, strappando con la seconda unità (subito in gol Morgan, due volte dall'arco Pajola) e trovando prima del riposo anche un Edwards in formato diesel. Cantù è tenuta sulle spalle dall'erculeo Ballo, ma è troppo friabile dietro, per una Olidata che, a sorpresa, la domina a rimbalzo, soprattutto in attacco (10 al tè), e segna con tanti uomini, tirando meglio da tre che da due.
Ripresa. Cinque minuti sul podio di direzione di Vildoza rassodano il vantaggio, a suon di punti e assist. Ma è di nuovo il secondo quintetto ad allungare, issandosi a un +18 con 12' da giocare. Qui la Virtus sta 4' senza gol, incassa uno 0-9 e si trova Cantù a -9. Diouf stoppa e schiaccia, Edwards e Vildoza riaprono il gas a +16 e poi Boogie la chiude. In curva lo striscione per il compleanno di Polonara. Oggi si vola: a Istanbul, per sfidarvi domani il Fenerbahce.