Polemico il coach della Tvb
Dal Gazzettino di Treviso a firma Mattia Zanardo, la sala stampa post derby. «Molto dispiaciuto e arrabbiato». È lo stesso coach Marcelo Nicola a sintetizzare lo stato d'animo al termine del derby con la Reyer Venezia. Brucia certamente la sconfitta per un punto, alla fine di una sfida combattuta fino all'ultimo. Ma ad amareggiare il capoallenatore biancazzurro è anche, e soprattutto, un altro motivo: «È la seconda partita consecutiva in cui le decisioni arbitrali non vengono riguardate (all'istant replay, ndr), appellandosi a scuse o regole varie. Contro Milano non sono andati a rivedere se Duston avesse toccato il tabellone, questa volta non è stato verificato chi tra Macura e Bowman abbia toccato per ultimo il pallone con il piede». La richiesta di video check della panchina trevigiana non è stata accolta: «Mi è stato risposto che non rientrava nella casistica prevista. Ma è solo questo episodio: quello che non capisco è il cambiamento di metro nel corso della partita, ci sono stati contatti valutati prima in un modo, poi in un altro. Badate bene: non mi sto lamentando che siano state fatte differenze tra una squadra e l'altra, dico però che il criterio di giudizio deve essere univoco durante tutta la gara. Sta diventando un problema: mi pare che sia troppo facile fischiare contro di noi e che gli arbitri vengano qui troppo rilassati. È inspiegabile».
L'ANALISI Coach Nicola non nega che anche la sua Nutribullet abbia commesso degli errori: «Di certo dobbiamo migliorare e aggiustare alcuni dettagli: l'avrei detto anche se avessimo vinto. Però la squadra è stata presente con il fisico e con la testa, riuscendo ad essere competitiva fino alla fine». Tuttavia, in una partita così equilibrata, anche episodi come certe decisioni (o non decisioni) arbitrali possono fare la differenza. «Certamente. Soprattutto contro una squadra molto più fisica come Venezia, tollerare certi contatti ci sfavorisce. Da parte nostra, dobbiamo essere più furbi: ora che disponiamo di rotazioni più ampie, dobbiamo spendere più fisicità fin dall'inizio». Treviso ha comunque tenuto testa a una delle big del campionato. Nicola non si accontenta di certo, ma analizza: «Abbiamo segnato 90 punti: una buona produzione offensiva. In difesa, invece, più nel primo che nel secondo tempo, abbiamo concesso conclusioni un po' troppo facili, qualche penetrazione al ferro di troppo, in alcune situazioni siamo stati scollegati sotto il profilo tattico. Quell'ultimo tiro da tre nel finale (di Parks, ndr) ha senza dubbio avuto un peso decisivo: quando cambiamo in difesa dobbiamo essere più aggressivi, soprattutto in un momento critico come quello, preferisco un fallo e due liberi, piuttosto che concedere una tripla aperta. Però, prediamo le cose positive, temiamo la testa alta e ripartiamo. Mi conoscete: non si molla niente». Sul ridotto minutaggio di Torresani, il tecnico italo-argentino spiega: «Soprattutto in difesa non era ben connesso, non rispettando alcune nostre regole. E quindi l'ho cambiato. Poi l'inerzia della gara è andata avanti e ho continuato a far giocare altri. Avendo rotazioni più ampie, chi entra in campo deve essere molto attento fin da subito». Riguardo all'azione, nella volata, in cui Cappelletti ha cercato il tiro da due, nonostante Tvb fosse sotto di 3: «Era una scelta concordata: volevamo cercare un canestro veloce, perchè c'erano ancora 13 secondi, tantissimi. Era un buon tiro, purtroppo non è entrato».