Non smette di stupire il croato
Da BresciaOggi a cura di Alberto Banzola, il fenomeno croato ancora sugli scudi. A Mirobilandia c'è una nuova attrazione: la bomba sulla sirena che vale sorpasso e vittoria. La tripla che a 9 decimi dalla fine del derby ha ribaltato Cremona (78-79) conferma una volta di più l'importanza assoluta di un giocatore che stagione dopo stagione è diventato il simbolo della Germani che vince e che continua a sognare in grande. L'ottava doppia-doppia in 24 partite (la numero 26 in tre stagioni bresciane, stavolta da 13 punti più 11 rimbalzi) incorona il centro di Sebenico, mvp dello scorso campionato e trascinatore, assieme a capitan Amedeo Della Valle, del gruppo agli ordini di coach Matteo Cotelli. E proprio sull'asse indissolubile che si è creato tra Testerno piemontese e il gigante croato è nato il tiro folle che ha fatto saltare il banco del PalaRadi; una soluzione che non è stata disegnata durante il time-out chiamato prima del possesso decisivo ma è figlia di un'intesa telepatica e di un timing perfetto, con Della Valle che attira su di sé le attenzioni della difesa di casa permettendo a Bilan - non nuovo ai canestri dall'arco - di trovare lo spazio per aggiustare piedi e mira e consegnare alla Germani il successo stagionale numero 16, quello che lancia Brescia come prima inseguitrice della Virtus Bologna, a soli 2 punti dall'aritmetica certezza dei play-off nonostante le otto giornate ancora in calendario in Serie A. Il club dei cecchini E così entra nel club dell'ultimo tiro anche Bilan, in una stagione in cui la Germani, salvo rare eccezioni, ha abituato i suoi tifosi ad archiviare le pratiche con un certo anticipo. Miro un po' come Jason Burnell a Treviso nella prima di andata, con la tripla in volata che spalancò le porte all'overtime poi vinto da Brescia (100-102); o come Della Valle e quella tripla a sangue freddo sparata in faccia a Udine (83-80). La Germani, che i pochi finali punto a punto è solita regolarli dalla lunetta dove solitamente finiscono ADV e JB, adesso sa di poter contare anche sul ghiaccio nelle vene di un Miro Bilan inversione cecchino (non a caso il marchio di fabbrica del numero due biancoblù è l'esultanza con il mirino sull'occhio). Al club presieduto da Luca Vitali (per informazioni citofonare Virtus Bologna, vittima preferita del play emiliano) si aggiunge un nuovo socio capace di trasformare un derby di sofferenza in un'impresa epica. Essere solidi e continuare a giocare di squadra è stata la chiave della vittoria - il commento di Bilan dopo il successo nel derby -. Il mio tiro non era la nostra prima scelta, ma è andata bene lo stesso». Decisamente sì. E ora Brescia, che in campionato era reduce da due sconfitte di fila (Bologna e Varese), può sorridere nuovamente guardando al futuro: sperando di riavere a breve il miglior Nikola Ivanovic, coach Matteo Cotelli ha avuto la conferma (l'ennesima) della solidità mentale del gruppo di fronte a qualsiasi tipo di difficoltà. Lo raccontano i numeri di una prova sbiadita al tiro (28 canestri su 77 tentativi, 13 in più degli avversari) ma di estrema sostanza (47-31 il computo dei rimbalzi a favore di Brescia), in una serata in cui qualche scelta azzardata di troppo non ha pagato i dividendi sperati e in cui la reazione a quel che avveniva in campo non è stata pronta come al solito (vedi il rientro nel finale proprio del numero 2 della Germani, avvenuto dopo il 4-0 di parziale che rischiava di inchiodare Brescia). Ma tutto è bene quel che finisce bene, e la paura che la ripresa post-pausa potesse fare rima con scivolone è stata esorcizzata. Adesso restano otto turni per concludere al meglio una regular season indimenticabile di suo e resa ancora più speciale dalla tripla ammazza-derby di Miro il grande.