Il vecchio saggio avvisa la Germani
Dal Giornale di Brescia a firma Daniele Ardenghi, le parole mai scontate di David Moss. Primavera 2016, primavera 2026. David Moss è a Brescia da un decennio. Prima ha centrato la promozione dalla serie A2 alla A. Poi ha contribuito, in maglia Germani, a portare in alto i colori della nostra città. Prima di ritirarsi si è tolto la soddisfazione di vincere una Coppa Italia da capitano. Poi è entrato nel coaching staff come player development coach. Prima a fianco di Alessandro Magro, poi di Peppe Poeta e, adesso, di Matteo Cotelli. Nel frattempo, ha pure ripreso a giocare, in serie C, al Cxo Ospitaletto, società satellite della Pallacanestro Brescia. «Ricordo il mio arrivo qui racconta l'ex ala piccola, 43 anni il prossimo 9 settembre, ieri ospite di Teietutto per la puntata settimanale di Basket Time -. Ne ho parlato recentemente a dei giovani del Rotary. Fu un momento di quelli che cambiano la vita. Sono cresciuto come uomo fuori dal campo. Sono maturato. Vincere subito mi ha di certo aiutato. E, in questi dieci anni, ho visto crescere tutto. Sia la nostra società, sia il movimento cestistico italiano. Che, oggi, per importanza si avvicina al calcio». Avere Moss a disposizione per una chiacchierata non è quasi mai banale. Impossibile non cominciare dalla vittoria rocambolesca di domenica scorsa, al PalaRadi, nel derby contro Cremona. «Eravamo consapevoli delle difficoltà che questa gara proponeva racconta lo statunitense di Chicago -. La Vanoli ha gamba, energia, forza. Abbiamo sofferto, inizialmente soprattutto in difesa. La lunga pausa, probabilmente, non ci ha aiutati. Ma questa non deve essere una scusa». E la tripla di Bilan che ha deciso il match, sulla sirena? Per quanto quella non fosse la soluzione principale (sublime Della Valle, raddoppiato alla morte, nel pescare il lungo sul pick&pop; eccezionale lo stesso Miro nel segnare da oltre l'arco), la giocata non ha del tutto sorpreso Moss. «In allenamento capita spesso - racconta -. Nelle partitelle cinque contro cinque, quelle dei bianchi contro i blu. Bilan tira di frequente, e segna pure». Cosa che, dalla distanza, la squadra ha fatto troppo poco, nel corso della partita. «Sì - concorda lo statunitense -, abbiamo sbagliato troppe conclusioni aperte». Prossima avversaria. Dopodomani, domenica, alle 18, la Germani seconda in classifica sarà ancora in trasferta per la venti treesima di campionato, alla Bts Arena di Trento. L'Aquila, l'altra sera, ha mancato di un soffio la qualificazione a quella che sarebbe stata una storica semifinale di Eurocup, perdendo di un solo punto la gara secca sul parquet dei turchi del Besiktas. Anche Trento è una squadra giovane, con gamba ed energia - analizza il player development coach -. Ho guardato la partita e ho tifato per la squadra italiana. Mi piace molto l'esterno Steward, che è di Chicago come me. Bayehe è cresciuto moltissimo. Coach Cancellieri è davvero bravo, sta svolgendo un ottimo lavoro...». Dal punto di vista difensivo, secondo Moss, l'arma in più della prossima avversaria della Germani è l'hedge & plug, strategia con la quale Trento cerca di rallentare il pick&roll awersario utilizzando le guardie contro gli esterni. Sarà una partita veramente difficile - conclude David -. Una specie di guerra sportiva, contro una formazione che, al di là dell'impegno di Eurocup, avrà di certo tanta benzina da spendere. Dobbiamo cercare di utilizzare la nostra serenità, sperando che la partita di Cremona ci abbia dato una bella "sveglia"».