Giornata importante a Milano
Dalla Gazzetta dello Sport a cura di Giorgio Borreddu, un giorno speciale per l'Olimpia. Altri novant'anni di questa Olimpia: è un augurio e una benedizione. I primi sono stati un turbine di bellezza. Eh, come passa il tempo. Milano li festeggia oggi, al Forum. Tra vecchie glorie e orizzonti di gloria. Da Dino Meneghin a Josh Nebo, dai fenomeni di ieri a quelli di oggi. E li festeggia anche nel nome di Giorgio Armani, non si può dimenticare. È qui la festa, sì. Ma qui c'è anche una sfida delicata contro la Dinamo Sassari, appuntamento chiave per tenere il passo di Brescia e Bologna, che in classifica stanno davanti a Milano. Non c'è niente di scontato. Intanto perché l'Olimpia è rientrata poche ore fa dalla trasferta europea (contro il Fener, in Turchia: gara tirata), e rimettere insieme fiato, giochi e adrenalina non è mai scontato. E poi perché il suono della Serie A inizia ad alzare i decibel: steccare una gara in casa potrebbe creare qualche grattacapo in vista dei playoff. Lucido e concreto Beppe Mangone, assistant coach dei biancorossi: «Noi vogliamo giocare a un ritmo che sfrutti il dinamismo dei nostri lunghi e utilizzi l'aggressività delle nostre guardie sia in difesa che in attacco». Per farlo, f Olimpia si aggrapperà agli 11.000 del Forum vestito a sera per quello che è a tutti gli effetti un ritorno a casa dopo tre mesi di assenza. Eccezione È stato chiesto alla Lega (e anche a Sassari) di poter dilatare un po' i tempi: ci sarà un intervallo lungo, da trenta minuti. Una parentesi, un puntino nel grande universo biancorosso, ma abbastanza bello per celebrare i gloriosi novant'anni. Il compleanno dell'Olimpia cade il 9 gennaio, ma tornare qui, su queste gradinate, è l'occasione. Prima chi non c'è, ma ha inviato saluti e abbracci: Bob McAdoo Mvp dell'Nba), Mike D'Antoni e Bill Bradley. Uomini che hanno fatto la storia. Dire, fare, baciare, lettera: ma sui maxischermi ci sarà soprattutto il loro testamento d'amore per l'Olimpia. Sarà bellissimo. Sfileranno sul parquet 40 glorie, tra giocatori, allenatori e dirigenti che hanno reso grande il club. L'intramontabile Meneghin, ma anche Arthur Kenney, Grillo Bariviera, Massimo Masini, e poi Djordjevic, Bodiroga, Gentile, Micov, Simon. Sono quasi 500 i giocatori che hanno vestito la maglia biancorossa in questo spazio di tempo così vasto e meraviglioso. Vederne lì alcuni sarà un po' come toccare la storia. Lo stesso vale per i coach: da Sandro Gamba a Dan Peterson (tra le tante cose, l'allenatore della seconda stella nel 1982), e poi Repesa, Tanjevic, Faina. E anche Ettore Messina, il coach della terza stella. Era il 2023. Non mancheranno istituzioni sportive, della Lega e della Federazione. E momenti toccanti per chi non c'è più e per chi, come la famiglia Armani, sta portando avanti un'identità, mica solo uno sport. Imbucati Se non è energia questa, allora cos'è? L'Olimpia di Peppe Poeta proverà a sfruttarla per mettere in cassaforte due punti pesanti come macigni. Attenzione: Sassari, 13a al momento, non farà sconti. I sardi arrivano da due sfide da 99 punti (contro Trento e Reggio Emilia, una vinta e una persa), e comunque la Dinamo sa come imbucarsi alle feste. Coach Veljko Mrsic, tra l'altro ex Olimpia nella stagione 2002/03, predica il classico niente paura: «Non serve parlare troppo di Milano: sappiamo che squadra è, conosciamo bene il loro valore. Dobbiamo pensare a noi stessi, giocare con grande concentrazione e intensità. Per loro sarà una giornata speciale con la celebrazione dei 90 anni, ma non dovremo regalare nulla». L'Olimpia Milano occupa il 4° posto nella classifica della Serie A, con un bilancio di 15 vittorie e 6 sconfitte. L'ultimo ko in casa della Virtus Bologna ha interrotto una serie di 6 vittorie consecutive tra campionato e Coppa Italia (trofeo messo in bacheca lo scorso febbraio a spese di Derthona). E in Eurolega, anche se distanti e con il fiatone, Shields e soci continuano a tenere nel mirino il play-in. Ma oggi si pensa ai 90, e sarà speciale.