L'Apu Udine scopre una difesa granitica

31 marzo 2026 07:04

La chiave del successo

Dalla Gazzetta dello Sport a cura di Francesco Velluzzi, la nuova versione Apu, difensiva e vincente. L'amore fa miracoli. E pure risultati. Perché se oggi l'Àpu Old Wild West Udine tremare la serie A fa, da neopromossa, gran parte del merito è di Alessandro Pedone e di sua moglie Silvana Poiovina. Serba, ex playmaker, tifosa del Partizan, fu lei a trascinare fimprenditore friulano alle partite di basket. «Nel 2000 ho assistito alla promozione della Snaidero di Charles Smith». Poi quella società è caduta. Ma dal 2011 Pedone ha fatto rialzare Udine. Dalla Promozione alla A raggiunta la primavera scorsa. Sul campo. Oggi l'Apu, guidata da Adriano Vertemati, festeggia la storica impresa della vittoria su Milano e guarda addirittura ai playoff, dopo aver già centrato un altro traguardo: le Final Eight di coppa Italia. Solidità La squadra lotta, gioca sempre col cuore e, soprattutto, difende forte. Questa la filosofia del 44enne tecnico milanese (ha ancora un anno di contratto, ma piace a più di un club) che Luca Banchi ha voluto anche nel suo staff in Nazionale. «Per anni ho inseguito i mostri sacri delle panchine, mi sono stufato e ho scommesso su un giovane che in due anni ci ha regalato la promozione e si è guadagnato la Nazionale», spiega Pedone. Come la guardia di Gallarate Andrea Calzavara, classe 2001, esploso subito e ora inseguito da Milano pur con un triennale firmato con l'Apu. Udine sogna nello sport. Ha il calcio dei Pozzo che vogliono il decimo posto, la Cda di Talmassons che nel volley femminile è appena tornata in Al e l'Old Wild West che riempie a ogni partita un Camera che bolle. Chi pensava che una matricola fosse così terribile... Dopo aver pianto  in finali al fotofinish con big come Bologna, Brescia e Milano (in trasferta), Milano domenica l'ha battuta davvero, in casa. La squadra Le stelle sono tante? Ma no. Il cuore degli italiani riconfermati a volte serve di più. E il gm silenzioso, Andrea Gracis, in scadenza di conriatto, ha lavorato bene. Perché il capitano Mirza Alibegovic, l'uomo delle triple impossibili, figlio d'arte di Teo, ha scoperto una seconda giovinezza, gli italiani Iris Ikangi e Matteo Da Ros difendono per due, il nuovo innesto Calzavara dà tanta qualità. E gli stranieri? Nella sfortuna Udine è stata fortunata. Perché quando il motorino Anthony Hickey è stato fermato per 4 mesi (torna il 12 aprile proprio per il derby con Trieste) dalla mannaia del doping, Gracis e Vertemati hanno puntato sulla classe immensa di Sema] Christon che ne ha viste davvero di tutti i colori. E contro Milano è stato immen- La neopromossa di Vertemati ha steso Milano e ora insegue i playoff. La forza è il gruppo: dalla seconda giovinezza di Alibegovic a Calzavara e Christon so. Qualcosa non è andata. Come Dj Brewton o il lettone Zoriks, tagliati. Ma nel basket di oggi, quello dei sei italiani e sei stranieri, ci sta di sbagliare qualche giocatore. Il lettone è stato una meteora, Spencer sotto canestro non è un totem, ma il lituano Bendzius, grande con Sassari, sa far valere tiro ed esperienza e Mekowulu e Dawkins lottano con lo spirito che chiede Vertemati. Che nella sua filosofia non prevede la point guard da 30 punti e qualche bizza ma tanta chimica di squadra. «In estate ci davano ultimi sulla griglia, ma questa è una cooperativa con valori morali importanti», sentenzia Pedone, gasatissimo dall'impresa di domenica con Milano. La salvezza è sostanzialmente raggiunta, ma Pedone ama sognare. La sfida di Cremona e il derby con Trieste diranno se l'Apu può continuare una stagione già bellissima. 

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