Trieste, il black-out di Desio preoccupa

31 marzo 2026 07:14

Playoff a rischio di questo passo

Da Il Piccolo a cura di Lorenzo Gatto. Cinque mesi. Tanto è passato dall'ultimo successo esterno della Pallacanestro Trieste. Era il primo novembre quando i biancorossi espugnavano Treviso con un pirotecnico 107-100, da allora, lontano dal PalaRubini, il cammino esterno dei biancorossi ha registrato solo delusioni. La sconfitta di Desio contro Cantù è solo l'ultimo atto di un'emorragia che conta ormai otto cadute consecutive lontano dalle mura amiche, un filotto negativo iniziato a Brescia e proseguito tra Cremona, Sassari, Varese, Trento, Tortona e Reggio Emilia. A sole sei giornate dalla fine della regular season, la situazione si complica. Trieste è stata agganciata da Reggio Emilia ed è ora al settimo posto, con Trento e Varese che incalzano a sole due lunghezze di distanza e Udine che segue a quattro punti. Se il trend non dovesse invertirsi, quella che fino a qualche settimana fa sembrava una certezza, la qualificazione ai playoff, rischia di trasformarsi in una scalata ripidissima. In questo scenario, il match di sabato prossimo contro Varese, diventa una sfida da vincere a ogni costo. Dando un'occhiata, magari, all'84-69 dell'andata e alla differenza canestri.
IL BLACKOUT DI DESIO Più che una sconfitta, quello contro Cantù è stato un vero e proprio non-match. Trieste non è pervenuta sul parquet, scivolando subito su un 10-2 iniziale che ha tracciato il solco per l'intera partita. I brianzoli, motivati dal successo di Treviso a Sassari, hanno giocato con il coltello tra i denti, mentre la formazione di Taccetti è apparsa slegata in attacco e priva di nerbo in fase difensiva. A nulla è servito il rientro di Ross: Trieste è rimasta alla mercé dell'avversario, subendo passivamente le iniziative brianzole. Il dato sui rimbalzi è lo specchio fedele della serata: un 46-23 imbarazzante che testimonia una mancanza di cattiveria agonistica preoccupante.
PARADOSSO BANNAN Sconcerta l'involuzione caratteriale. Dall'arrivo di coach Taccetti, fatta eccezione per l'esordio a Reggio Emilia, la squadra aveva sempre lottato, gettando il cuore oltre l'ostacolo indipendentemente dal risultato finale. È lecito chiedersi cosa sia successo: può davvero bastare il fattore campo a giustificare un divario di prestazioni così netto tra casa e trasferta? In un match da dimenticare, l'unica nota lieta è stata la prova di Bannan, indicato dallo stesso Taccetti come esempio da seguire. Tuttavia, qui risiede il paradosso: se l'ultimo arrivato, a Trieste da appena due settimane, risulta essere il migliore in campo e viene indicato come trascinatore, significa che le fondamenta del gruppo storico vacillano. In questo senso e in prospettiva play-off, oggi, Trieste non sembra affatto messa bene.

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