Poco aggressiva l'Olimpia di Poeta
Fonte: La Repubblica a cura di Sandro Gamba
Continuano a darmi premi, devo buttare giù un muro della casa ora per farceli stare tutti... Sono orgoglioso, martedì in Regione ho incontrato amici di lunga data e altre persone importanti nel mondo del lavoro. La cosa migliore è che li ho riconosciuti, non sono rimpirlito come si dice in milanese. Ed ero seduto accanto a Ettore Messina, siamo sempre andati d'accordo, io all'inizio della sua carriera l'ho aiutato poi lui è diventato più importante di me ma ha sempre ascoltato i miei consigli di vecchio allenatore. Avevo ancora entusiasmo per fare qualche cosa nel mio mondo. E quell'entusiasmo ce l'ho ancora adesso, con il passare dell'età non ho più la forza di prima, ma quello mi aiuta a capire che cosa succede attorno a me. Basta parlare di me. Veniamo all'Armani. La squadra incomincia a preoccuparmi. Bisogna iniziare a stringere i bulloni per il campionato, la competizione che Milano deve portare a casa. Giocano abbastanza bene, con ordine ma a volte mancano di efficacia e si sente l'assenza del tiratore che uccide. E dietro manca qualcosa, non è aggressiva. Quando allenavo a Varese, io facevo 60 per cento difesa e 40 attacco ma è vero che avevo Bob Morse, per esempio, o Raga che quando dovevano fare canestro lo facevano, quindi forse anche per questo. Però io non cambio idea: le partite e i campionati si vincono dietro.