Amaro l'allenatore della Germani
Da BresciaOggi a cura di Alberto Banzola. Una sconfitta che pesa e che fa male, che fa evaporare il sogno primo posto e rimette in discussione anche il secondo: peggio di così per la Germani non poteva proprio andare. Treviso espugna il PalaLeonessa e coach Matteo Cotelli dopo la quarta sirena è di pochissime parole: «C'è poco da dire - sopirà l'allenatore bresciano -. Sono molto deluso. Treviso ci ha dato una bella lezione. Abbiamo preso uno schiaffone». Che brucia non solo per la sconfitta, ma per come è arrivato: dritto in faccia e a mano aperta. «Dà fastidio perché abbiamo costruito un percorso fatto di mentalità e stavolta non abbiamo affrontato la partita dandole la giusta importanza. Il primo quarto è stato buono, ma poi abbiamo smesso di giocare troppo presto, dando la possibilità a Treviso di rimettere in piede il match e di rientrare». La Germani specialista in rimonte, tre di fila contro Napoli, Venezia e Trieste, ha pagato dazio a una rottura prolungata di tenuta mentale e idee. «Ci siamo scollegati: dopo il +19 abbiamo lasciato il volante, e quando gli altri trovano fiducia non è facile riprendere il filo della partita. Abbiamo cercato di fare gli eroi a livello personale». Eppure Cotelli ci ha provato a spingere i suoi: «All'intervallo ho detto alla squadra che la chiave era la difesa e non l'attacco: abbiamo preso 81 dei 99 punti dopo la prima sirena. Una squadra esperta come la nostra non può commettere questi errori». A bordo campo Jayden Nunn osservava il riscaldamento dei suoi compagni. «È stata l'ennesima partita senza un americano: Nunn non volevamo rischiarlo. Ha ancora un po' di sangue nell'occhio. A breve abbiamo un altro controllo, se tutto andrà bene lo avremo a disposizione a Tortona».Deluso Matteo Cotelli, deluso capitan Amedeo Della Valle. Protagonista assoluto nel primo quarto e forse l'unico a giocare una partita davvero sufficiente in casa Germani. None bastato però per cambiare le sorti di una serata sbagliata, iniziata con 31 punti segnati in 10' (15 per ADV) e finita con la Nutribullet a festeggiare la vittoria salvezza. «Sapevamo dell'importanza della partita - racconta il giocatore di Alba -, ma quello che è venuto fuori è che le loro motivazioni nei 40' sono state la chiave e il perché della nostra sconfitta. Abbiamo concesso troppi canestri su nostre palle perse: complimenti a Treviso per la gara che ha giocato, a livello di energia migliore della nostra». Sconfitta che brucia ma non fa drammi Della Valle: «Nel secondo quarto abbiamo smesso di avere ritmo, concedendo troppi canestri facili. Lo vedi dalle statistiche: il 637o da 2 è abbastanza chiaro. Ma è solo uno stop: non cambia nulla nel nostro percorso».