Tutto passa per le Vù nere
Dalla Gazzetta dello Sport a cura di Giorgio Borreddu, la situazione a 2 giornate dal termine. Fino all'ultimo respiro? Questa volta no, la Virtus Bologna può anche tirare il flato. Domenica, in trasferta, deve battere Sassari. Se vince, la squadra di coach Nenad Jakovljevic è prima senza discussioni. Lo dice raritmetica. Nel grande gioco del testacoda, poi, il risultato condannerebbe Sassari alla retrocessione matematica. A 80' dalla fine della regular season, insomma, c'è ancora molto da dire. E molto da vedere. Arrivati a questo punto non era per niente scontato. Soprattutto per le Vu Nere, che dopo la bella vittoria contro Trieste sembrano aver dimenticato il dark side of thè moon, quel lato oscuro della stagione che le aveva viste perderne otto di fila. Lo sport sa anche essere straziante. Ma quel che conta, qui, per la squadra bolognese, è ciò che avverrà dopo questi ultimi due incontri. I playoff, sissignore I piazzamenti vanno delineati adesso, in questo piccolo spazio finale di campionato, e valgono tantissimo perché potrebbero proiettare una finale scudetto ancora contro l'Olimpia. Infatti Milano, dopo aver messo ko Venezia, vede il suo cammino più chiaro e preciso. E anche più sereno, se possibile. Non c'è tempo di abbassare la guardia e Milano dovrà continuare a vincere, ovviamente anche la prossima gara contro Trieste. Primo posto È però Bologna a catalizzare l'attenzione delle ultime ore. Con Brescia, suo naturale controcanto. La squadra di coach Matteo Cotelli ha fatto harakiri contro Treviso, in casa. Una sconfitta pesante, che ha stoppato la corsa della Germani al primo posto. Mentre la Virtus batteva Trieste con le doppie cifre di Edwards, Diouf, Alston, Diarra e Smailagic, sul campo dei lombardi si consumava quel che non ti aspetti. Ora la classifica recita Bologna 42, Brescia 40, Milano 38 e Venezia 36. Lì, in quei pochi punti, si raccoglie il basket di domani, la corsa scudetto sarà certamente bella e avvincente. Bologna, con il primo posto e il fattore campo, potrebbe fare la voce grossa. La partita in Sardegna è una specie di match point che coach Jakovljevic vuole conquistare subito, senza attendere gli ultimi quaranta minuti di campionato. Ma se dovesse fallire c'è sempre l'ultima gara, contro Varese a Bologna, che però ha bisogno dei Se la squadra di Jakovljevic vince a Sassari la vetta è matematica e i sardi salutano la A dopo 16 anni due punti-playoff. Quello che sta facendo Jakovljevic dopo l'esonero di Ivanovic non è un miracolo. Ma certo è il frutto del lavoro e della dedizione, e di un gruppo che ha dovuto ingoiare tanta stanchezza e partite sbagliate prima di ritrovare lo splendore che stava cercando. Ne è una dimostrazione la pratica sbrigata con autorevolezza contro Trieste, un incontro davvero ben gestito e mai davvero in discussione. Con Pajola II rientro di Alessandro Pajola è un rafforzativo del concetto. Play e capitano, uomo delle mille fatiche, Pajola è un giocatore così essenziale da non poter restare in disparte. Per l'azzurro il finale di stagione sarà uno sprint da vivere tutto d'un fiato. Il futuro si vedrà. Conta f adesso, e Pajola lo sa. Contro Sassari si pensa anche a un ritorno di Matt Morgan, ma ha preso una botta così forte che il suo impiego pòtrebbe slittare. Di sicuro con Varese si rivedrà Luca Vildoza, altro giocatore essenziale. Jakovljevic vuole dare minuti a tutti prima dei play-off. C'è tempo. La testa è sulla gara di Sassari. I sardi non vincono dal 7 marzo contro Trento (in trasferta) e in casa addirittura dall'l febbraio contro Cremona. Battere la Virtus sarà un'impresa. Ma la voglia di restare appesi al filo della speranza può giocare un ruolo importante. L'altro campo da guardare in caso di sconfìtta Dinamo è quello occupato da Cantù-Treviso, sfida che può rivelarsi un party salvezza. Tutto passa dalle mani di Bologna, dalla certezza di aver conquistato il primo posto matematico e dall'arrivederci alla Serie A di Sassari. I sardi devono vincere le ultime due e sperare che Treviso le perda e che Cantù non vinca domenica se vogliono allungare la permanenza nella massima serie da quella prima volta in cui l'hanno conquistata nel 2010.