La crescita vorticosa di Lodovico Deangeli

29 aprile 2026 07:58

Il capitano è un fattore in questa stagione

Da Il Piccolo a cura di Lorenzo Gatto. Nello sport, come nella vita, spesso è tutta una questione di sliding doors. Porte che si chiudono, treni che sembrano passati e valigie che, a volte, non si chiudono mai davvero. La storia stagionale di Lodovico Deangeli, co-capitano della Pallacanestro Trieste insieme a Markel Brown, è il manifesto di come il lavoro silenzioso possa ribaltare gerarchie che sembravano scritte. È curioso pensare che la scorsa estate, Deangeli fosse a un passo dai saluti. Coach Zanchi lo chiama a Bergamo in A2 e Lodo, reduce da un'annata avara di minuti e soddisfazioni, quel pensierino lo fa davvero. Poi, i casi del mercato: il mancato accordo con Moretti (raggiunto qualche settimana dopo) e la difficoltà di reperire italiani di livello spingono Michael Arcieri a blindare Lodovico in biancorosso. È la scintilla. Rimanere a Trieste non è un ripiego, ma una sfida. Deangeli si è rimbocca le maniche, trovando prima in Gonzalez un mentore capace di dargli fiducia, e poi in coach Taccetti il definitivo consacratore. Quello che doveva essere un comprimario si è trasformato nel cuore della squadra. In questa stagione ha messo assieme numeri assolutamente interessanti, in campo per una media di oltre 13 minuti a partita con il 60% al tiro da due e il 35% da tre punti. L'ultima perla stagionale domenica scorsa a Bologna: 12 punti con un chirurgico 100% dal campo. Ma i numeri, per quanto brillanti, raccontano solo metà della storia. L'altra metà è fatta di grinta, intensità e un coraggio fuori dal comune. Deangeli sta giocando con una frattura al naso da oltre un mese e mezzo, una condizione che piegherebbe molti, ma che per lui sembra quasi un carburante extra. Non è un caso che Taccetti, uno che non regala complimenti per piaggeria, lo abbia eletto a suo fedelissimo: «Certi giocatori andrebbero clonati». Parole pesanti, che certificano lo status di un ragazzo che si è costruito, mattonano dopo mattonano, lo status di giocatore di Serie Al. Se però provate a fare i complimenti a Lodo, preparatevi a un muro difensivo dei suoi. Il capitano non vuole celebrazioni. Per lui esiste solo il gruppo, mai il singolo, ogni prestazione maiuscola non è un traguardo, ma un punto di partenza. È questa mentalità, lo stakanovismo unito all'abnegazione, che lo ha reso una certezza dello spogliatoio. Adesso, non c'è tempo per guardarsi indietro perché il calendario non fa sconti e mette nel mirino il palcoscenico più prestigioso: il Forum di Assago. Domenica contro Milano servirà ancora una volta quella miscela di cuore e tecnica che Deangeli ha dimostrato di avere nel Dna. E a proposito di Milano, domenica la Pallacanestro Trieste affronterà un altro "mulo" doc, quello Stefano Tonut che ha appena chiuso raccordo con TArmani e sarà un giocatore di Milano anche nelle prossime due stagioni.

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