Parole del Vate
Dal Messaggero a firma Marino Petrelli, le parole di un uomo molto legato alla piazza. L'ufficialità è arrivata due giorni fa, ora non resta che attendere le mosse della futura squadra di Roma che giocherà in serie Al di basket e, forse, anche in Eurocup. In città è stato avvistato nell'ultimo periodo solo Rimantas Kaukenas, braccio operativo di Donnie Nelson, il numero uno della cordata. Kaukenas ha preso i contatti con l'Ente gestore del Pala Eur che nelle intenzioni avrebbe dovuto essere la casa della nuova squadra, anche se l'offerta di Paul Matiasic ha sparigliato le carte. Sarà quasi certamente Nelson a fare luce sull'intero progetto entro pochi giorni, a cominciare dal futuro allenatore. Ettore Messina non sarebbe stato contattato, ma sarebbe felice di allenare a Roma, mentre Luca Banchi ha deciso di declinare tutte le offerte provenienti da squadre di club per dedicarsi esclusivamente alla Nazionale che ai primi di luglio e a fine agosto si giocherà una buona fetta di qualificazione per i Mondiali 2027.
IL VATE Al netto di qualche dissenso dei gruppi di tifosi della Virtus Roma 1960, cresce l'entusiasmo in città per rivedere il basket che conta dopo sei anni da quell'ultima partita, era il 22 novembre 2020 a Cantù, prima che Claudio Toti staccasse la spina una ventina di giorni dopo. «Riportare una squadra di vertice a Roma è un fatto di grande utilità perché vuol dire avere un punto di riferimento per tutti, sarebbe importantissimo per il basket italiano - dice Valerio Bianchini, che a Roma ha allenato e vinto scudetto, Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale -. Da quando non c'è più la serie A è sparita la comunicazione intorno al basket nella Regione Lazio, anche se va dato atto a Virtus 1960 e Luiss di provare a riportare il basket capitolino in alto e anche a diverse società di base di aver prodotto ragazzi interessanti». Anche Bianchini è consapevole dell'importanza della nuova squadra in serie A, ma due squadre potrebbero essere un problema. «L'Nba ha indicato Milano e Roma come le due piazze di riferimento. Il progetto è bellissimo: unire Nba e Fiba significa avere la garanzia del basket europeo e allo stesso tempo la capacità di fare business tipico statunitense - dice il "Vate" -. Due squadre rischiano di andare in concorrenza, un problema che doveva porsi la Federazione. Quelli della cordata di Nelson sembrano più attinenti alle regole e hanno un progetto, vogliono presentarsi alla città con Luka Doncic che è stato portato a Dallas proprio da Nelson e che ricorda benissimo di aver fatto un torneojuniores a Ostia e quindi è rimasto innamorato della città. Ricordo che Sarunas Marciulionis fu uno dei primi giocatori europei ad andare in Nba: fu scoperto da Donnie Nelson e allenato dal padre Don a Golden State. Ecco, questa è l'esperienza messa in campo per Roma». Nel frattempo, Virtus e Luiss stanno giocando i play off per salire in Serie A2. «Sarei molto contento se la Virtus 1960 fosse promossa - conclude Bianchini -. Sarebbe una corrispondenza per il futuro e potrebbe essere una squadra di sviluppo dove mandare i giocatori a maturare un anno».