Il segreto delle Vù nere
Dal Corriere di Bologna a cura di Luca Aquino, il potenziale della Virtus in questi playoff. Uno dei temi che tengono banco nell'avvicinamento ai playoff della Virtus riguarda l'assetto con il quale Jakovljevic schiererà la sua squadra. Nella chiacchierata con la stampa di un paio di giorni fa, il tecnico ha sottolineato come le scelte verranno fatte di volta in volta tenendo conto anche degli sviluppi delle partite, ma ha altresì detto che ama avere tanti "handlers", ovvero trattatori di palla, in campo contemporaneamente. Nel basket di oggi la capacità di creare dal palleggio e a giochi rotti è infatti una caratteristica fondamentale per ogni squadra, non a caso è stato uno degli aspetti su cui si è lavorato di più la scorsa estate nell'allestimento della squadra. Viene così logico pensare, come era comunque già nell'aria, che con il rientro di Morgan per gara 1 di domenica contro Trento (ieri ha svolto metà dell'allenamento con il gruppo e sarà pienamente recuperato) il coach non si privi di nessuno dei suoi piccoli di talento anche se all'apparenza il settore può sembrare sovraffollato. Vildoza, Yago, Edwards, Morgan e Alston rappresentano infatti un potenziale di fuoco offensivo notevole, un attacco a cinque punte che può fare la differenza nella corsa allo scudetto. Hackett e Pajola sono i due equilibratori che completano il reparto esterni, oltre ad essere i leader emotivi della squadra. Pur essendo terminata l'emergenza, Daniel è stato confermato nel quintetto di partenza anche domenica contro Varese tornando nel ruolo di tre, perché Jakovljevic fa grande affidamento sulla sua esperienza e lo ritiene fondamentale in campo da subito per dettare il giusto approccio alla gara ai compagni. Alston e Morgan saranno le punte di diamante della "second unit" quando ci sarà da rilevare Edwards, Yago il valore aggiunto per i cambi di ritmo e per mantenere alta la pressione sulla palla. La Virtus è stata numericamente il quarto miglior attacco della regular season a 86,4 punti di media e la miglior difesa a 79 subiti, unica sotto gli 80. Il bilanciamento fra le due metà campo è già nel dna della squadra, che ritrovandosi al completo darà a Jakovljevic tantissime opzioni di quintetto. L'attacco a cinque punte sarà una bella carta da giocarsi offrendo alternative e la possibilità di cavalcare a turno chi sarà in giornata con giocatori capaci di partite da 20 punti in ogni momento, ma non sarà certo trascurata la fase difensiva: Pajola e Hackett sul perimetro, Niang come jolly buono per tutte le occasioni, Diouf e Diarra a proteggere l'area. Riacquistata la salute nel momento più importante della stagione, la Virtus ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per puntare al bis tricolore che manca (allora fu addirittura un tris) dal 1995.